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Bivacco Linge m 2273

In una bellissima giornata, lasciate le auto al parcheggio di S Apollonia, abbiamo percorso il sentiero 58, che risale la valle delle Messi.

Fino al rifugio Valmalza, è una comoda stradina, poi a proseguire fino al bivacco Linge è un facile sentiero, anche se abbiamo trovato tratti ghiacciati e neve gelata nella parte finale.

Lo spettacolo offerto dalle montagne che chiudono la valle con il passo di Pietrarossa e il tiepido sole nel cielo terso, ci hanno trattenuti più delle nostre abitudini, in piacevole conversazione, prima di iniziare malvolentieri la via del ritorno alla civiltà.

Al bivacco abbiamo avuto il piacere e l’onore di incontrare Lionello Ricci, il colto ideatore di www.sentieridimontagna.it , scrittore e grande amante della montagna.

Percorsi circa 11 km in 4 ore e 50 min

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Corno di Bles m 2755

VideoParcheggiato nella parte alta dell’abitato di Canè m.1500, dopo un breve tratto di strada asfaltata saliamo per sentiero N° 184, una mulattiera selciata, che ci porta in località Saline m. 1665.
Superiamo poi il Roccolo di Arnaldo a m. 1850 e risaliamo il “Canalì de la Tor” che ci conduce alla “Torre dei Pagà” a  m. 2235.
A causa del forte vento decidiamo di salire in vetta passando per il Bivacco Gerù, sentiero CAI N°199.
Superato il bivacco risaliamo il vallone, salendo dal versante nord fino al bivio, per prendere il CAI N°199A, sul ripido pendio, a volte esposto, che conduce alla vetta a m. 2755.
Dopo una breve sosta discendiamo la cresta sud-est che  presenta ripidi sfasciumi, poi nei pressi della “Tor dei Pagà” la discesa si fa più dolce.
Da qui proseguiamo sul sentiero CAI N°166 in direzione Cortabona che percorriamo fino all’incrocio con il CAI N°3.
L’itinerario è in leggera ascesa fino alla  località Saline e con il CAI N°184 torniamo a Canè.
Ascesa m.1500, Km 13,500, ore 06,00

Cima Monticello m 3152

Partiamo alle 8.00 dala località di CORTEBONA (m 1766), raggiunta per sterrata andando oltre l’abitato di Canè (Val Camonica – Brescia) e ci inoltriamo nella bella valle di pascoli e larici. Dopo un’ora sostiamo per qualche minuto presso il “Bivacco Valzeroten” (m 2206), riprendendo la facile ascesa sul sentiero Cai n 165 per i “Laghetti di Pietra Rossa” (m 2585) e il “Passo di Canè (m 2674) ore 10.30. Qui inizia la parte più impegnativa dell’escursione. Prendendo a destra verso la “Cima di Pietra Rossa”, in una solitudine di rocce con alcuni tratti molto ripidi, a un certo punto ci troviamo a cercare la “Cima MONTICELLO” (m 3152). Personalmente venni qui nell’ottobre del 2006, allora esiteva la “Vedretta del Monticello”, un piccolo ghiacciaio ora estinto. Adesso il tormentato pianoro sommitale è un esteso sfasciume di rocce, con piccolissimi resti ghiacciati. Così è difficile individuare la nostra meta, che (a un certo punto) dichiariamo: “MONTICELLO” quella che appare essere il dosso più alto (ore 12.10). Sostiamo più di mezz’ora sopra questo gran belvedere, indicandoci vicendevolmente: il Bernina, la punta San Matteo… e le vette che fanno compagnia all’Adamello. Per tornare a valle (ore 12.50) ci guidano (a sinistra) i segni bianco/rossi che discendono in un lungo, unico vallone, la cui prima parte è ripida e il terreno friabile con molti sassi istabili. In questo modo ritroviamo il sentiero n. 165 poco prima del “Bivacco Valzeroten” (ore 14.40). Dopo una sosta ristoratrice, riprendiamo il cammino finale, nell’amena “Valle di Canè”, verso il parcheggio di “CORTEBONA” (ore 15.50). Dislivello positivo: m 1500. Distanza percorsa: km 17 circa. Durata escursione: ore 7.50

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Ferrate Guglielmo

 

Lasciamo l’auto nei pressi del bivio per il sentiero N°230, meglio conosciuto come sentiero dell’Uccellatore, che in 10 minuti porta all’attacco della via ferrata Corna delle Capre.
Fin da subito notiamo la verticalità della via che presenta una prima parte difficile, data l’esposizione e un paio di passaggi anche strapiombanti, comunque ben attrezzata.
Moderatamente difficile la seconda sezione, dove troviamo anche buoni appigli di roccia.
Raggiungiamo la sommità erbosa (m.1360) e ridiscendiamo, dapprima su breve tratto attrezzato, poi lungo il sentiero boschivo fino a riprendere quello dell’Uccellatore.
Lo percorriamo fino all’incrocio con N°227, per poi riprendere il vecchio sentiero che ci porta alla base del Corno del Bene.
La via ferrata è ben attrezzata e presenta meno difficoltà della precedente.
Una volta raggiunta la sommità (m.1685) ridiscendiamo la traccia che porta alla Malga Palmarusso di Sotto (m.1596), dove sostiamo per goderci il meritato pranzo.
Da qui scendiamo per il sentiero N°227 fino all’incrocio con quello N°230 che ci porta direttamente all’auto.
Distanza percorsa Km11,50
Dislivello totale m. 950
Durata complessiva Arrampicata-Escursione ore 7

Cima Caione m 3140

Dal parcheggio accanto all’area picnic di “CASE di VISO (m 1890 – Pezzo – Val Camonica), raggiungibile pagando 2 euro, prendiamo il sentiero n 59 raggiungendo i “Laghetti di Ercavallo” dove incrociamo l’Alta Via n° 2. Quindi proseguiamo sul sentiero n° 53 che conduce al “Passo Graole”. Ma a un certo punto lo abbandoniamo, e risalendo un canalone (come segnavia: ometti) raggiungiamo la cima pianeggiante del MONTE GAIONE (m 3140) ore 3:20.

Quindi scendiamo per la cresta ovest (itinerario non segnalato: sfasciumi), verso il “Passo Graole” ore 4:50. Da qui seguiamo il bel sentiero n° 563 che ci porta al “Baitello delle Graole” ore 5:50. Dove, per l’itinerario n° 53, raggiungiamo la “Malga del Forgnuncolo” (m 2109) ore 6:35, e da lì rientriamo al parcheggio di “Case di Viso”: ore 7:10.

(Testo di Andrea)

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Cima Salimmo (non raggiunta)

Dal Rifugio PETIPIERRE (m 1920) (Ponte d ilegno), ci incaminiamo sul sentiero n° 40 fino alla “Baita Pozzuolo”, dove distrattamente voltiamo a destra per sentiero n° 40A e non n° 41. Molto avanti ci accorgiamo dell’errore, ma proseguiamo comunque, confidando, una volta raggiunta la “Bocchetta di Casola” (m 2394), in un sentiero alternativo che riconduca verso quello corretto, ma così non è. Perciò, ridiscendiamo fuori traccia fra sfasciumi granitici, fino a riprendere il sentiero n° 40 che percoriamo sino ad un massocon l’indicazione: “Salimmo”. Seguiamo la traccia con segnavia sbiaditi fino al vallone innevato che risaliamo dapprima sulla destra (ma il terreno risulta troppo instabile), poi al centro e puntiamo dritti alla bocchetta di cresta. Poco sotto la “Bocchetta di Valbione” decidiamo di far ritorno, decisione maturata dal mutare delle condizioni meteo.

Dislivello positivo: m 1030. Distanza percorsa: km 14.9. Durata escursione: ore 6:30.

(Testo di Aldo)

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Pizzo Badile Camuno 2435 m

Escursione alpinistica del 20 giugno 2018

Lasciata l’auto in un spiazzo della strada che da Cimbergo (Bs) porta al Volàno (ore 7.30), presto superiamo il “Rifugio De Marie” imboccando il vicino sentiero n. 77. E’ questo sentiero (fino alla ferrata) che desta più preoccupazioni perché spesso è disagevole e (al ritorno) scivoloso. Tuttavia lo affrontiamo con ardore superando di slancio i due tratti con catena. Una gran foschia inizia ad avvolgerci quando calziamo il set da ferrata giunti al rinnovato cavo metallico, ma alle 10.50 siamo in vetta. Per alcuni è un’abitudine, per altri una gioiosa prima volta, solo la nebbia disturba l’evento, però tutti siamo (con soddisfazione) sul Pizzo Badile (m 2435).

Il ritorno è per lo stesso itinerario con una sosta “ristoratrice” presso il “Rifugio De Marie” al Volàno.

Dislivello positivo: m 1172. Distanza percorsa: km 9,600. Durata escursione: ore 7,30

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Campei de Sima valle delle cartiere Toscolano

Da Toscolano ancora in auto fino al parcheggio che serve la “Valle delle Cartiere”: sito museale dell’industria della carta (ore 8.15). Tuttavia, non ci attardiamo troppo tra i resti degli opifici, perché il punto d’arrivo della nostra escursione (Campei de Sima) è parecchio distante. Superiamo anche la “Forra di Covoli” che il fiume Toscolano nei secoli ha sapientemente scavato nella roccia. Oltre la Forra e per un ripido sentiero ecco la “Valle delle Camerate”. Quindi quella di “Campei”, segnata da un torrentello laterale, nell’alveo del quale il sentiero si distende per alzarsi con tornanti verso il nucleo di case rifugio di “Campei de Sima” m 1117 (ore 11,50).

Per il ritorno imbocchiamo il vicino sentiero n. 22 che, passando per “Canpei di Fondo”, ritrova a valle il precedente itinerario, seguendo il quale facciamo il percorso a ritroso, fino al parcheggio iniziale (ore 15.50). 

Dislivello positivo: m 1105. Distanza percorsa: km 26.500. Durata escursione: ore 7.35

7.35

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Monte Muffetto 2062 m

l clima piovoso di questo maggio cambia sovente le nostre mete programmate. Oggi dovevamo esser per una ferrata lecchese, invece saliamo il vicino e familiare “Muffetto” (m. 2060), da Graticelle di Bovegno (Val Trompia). La salita è quasi una linea obliquamente retta di sette km, per boschi e praterie fiorite, passando due malghe (Vestone e Muffetto). Solo la vetta non si vede avvolta da una fitta nebbia, ma almeno non piove. Uguale il ritorno, tanto semplice e colloquiale… da ignorare una deviazione, percorrendo così un tratto di strada in più.

Dislivello positivo: m 1386. Distanza percorsa: 15,3. Durata escursione: ore 6

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