Tutti gli articoli di Roberto Brescianini

MONTE BALDO CIMA COSTABELLA M. 2062

DA PRADA ALTA  A CIMA COSTABELLA

Giunti a Prada Alta lasciamo le auto nel parcheggio del dismesso impianto a fune Prada-Costabella e seguiamo la stradina asfaltata adiacente allo stesso. Terminato il tratto asfaltato proseguiamo su sterrato che lasciamo più avanti, per seguire sporadici ometti di pietra, su sentiero che sale dritto per il bosco. Raggiunti i pascoli alti lasciamo sulla nostra sinistra una pozza, ormai ghiacciata, e risaliamo il pendio dritti in direzione di alcuni tralicci ubicati in cresta. Risaliamo, l’ormai parzialmente innevata cresta, fino al Rifugio Fiori del Baldo a m. 1815. Proseguiamo lungo la ripida e innevata dorsale passando per il Rifugio Chierico a m.1911 e raggiungiamo la cima Costabella a m. 2062. Dopo una ragionevole sosta facciamo rientro seguendo il sentiero 658 fino all’ex Forte Naole, a m. 1675. Da qui discendiamo in direzione Rifugio Naole, a m. 1583, passiamo poi per Malga Ortigara e infine raggiungiamo Prada Alta a m. 1013.

Ascesa D+ m.1260      Distanza Percorsa Km 15,300

Durata Escursione h. 6,00

FOTO

GPS

Mappa Google

 

DAL MANIVA AL DASDANA M.2191 E 1^ CIMA DEL MONTE COLOMBINE M.2195

MONTE DASDANA  E 1^ CIMA MONTE COLOMBINE

Parcheggiamo le auto al Giogo del Maniva (Passo del Maniva), a m. 1664, nel piazzale adiacente l’albergo Dosso Alto e imbocchiamo la stradina a sinistra dello stesso. Calzate le ciaspole proseguiamo poco oltre la località Posù, dove lasciamo la provinciale per risalire la Calva degli Zocchi, una lunga salita che culmina sulla sommità del Dasdanino a m.2088. Raggiunta la cima aggiriamo lo Chalet Dasdana, e una breve discesa ci porta al Passo Dasdana a m. 2086, per poi risalire la facile dorsale che ci conduce alla vetta del monte Dasdana a m. 2191. Proseguiamo in leggera ascesa lungo la dorsale e risaliamo la prima cima del monte Colombine a m. 2195. Discendiamo, circondati dalla nebbia, fino al traverso in cresta che separa la prima dall’attacco della seconda cima, ma la scarsa visibilità e le condizioni del manto nevoso, probabilmente instabile, ci inducono a riflettere sull’opportunità di continuare o meno l’ascesa alla vetta. Decidiamo di non andare oltre e rientriamo al Passo del Maniva per lo stesso itinerario percorso in precedenza.

Ascesa D+ 652 m.   Distanza percorsa Km 10,800

Durata escursione h. 4,10

GPS

FOTO

Mappa Google

 

 

MONTE PIZZOCOLO M.1581 CRESTE EST E SUD-EST

MONTE PIZZOCOLO CRESTA SUD-EST E CRESTA EST

Superato l’abitato di Sanico (Toscolano Maderno), proseguiamo su ripida e a tratti sterrata stradina fino alla località Ortello dove parcheggiamo, sulla sinistra, in prossimità del bivio con la strada sterrata che reca l’indicazione per le creste sud-est ed est alpinistica. Ci incamminiamo per la sterrata e seguiamo le indicazioni per le creste traversando a mezzacosta lungo le pendici del monte Pizzocolo. Giunti al bivio per la cresta est, gli amici Rosa ed Eligio deviano in direzione cresta sud-est, continuiamo a mezzacosta e raggiungiamo la località Baite de Balì. Per un errore interpretativo dell’itinerario siamo costretti a seguire un percorso molto intuitivo, attraverso la fitta boscaglia e balzi rocciosi, raggiungiamo la fascia rocciosa della cresta sud. Attacchiamo risalendo una paretina e una serie di crestine affilate con buone fenditure su roccia calcarea con evidenti segni di erosione. La salita è molto divertente, spesso esposta, se affrontata con attenzione non presenta grosse difficoltà. Il tratto camminabile è molto ripido e si snoda lungo una traccia con rada vegetazione. Un’ ultima bastionata rocciosa separa il punto di congiungimento delle creste, est e sud-est in prossimità del faro eolico che precede, di lì a poco, la cima del monte Pizzocolo a m.1581. Discendiamo lungo la mulattiera, in direzione Rifugio Pirlo, fino al bivio per Malga Valle, che prendiamo a sinistra, passando per la stessa a m. 1337. Proseguiamo in discesa fino a sbucare su una ripida strada cementata che ci riporta a Ortello.

Distanza percorsa Km. 9,500   Ascesa D+ m. 950

Durata escursione h. 5,07

FOTO

GPS

Mappa Google

 

CIMA GREM M. 2049

CIMA GREM DA GORNO

Giunti a Gorno, proseguiamo sulla stretta stradina asfaltata fino alla località Grina, un segnale stradale di divieto di accesso ne delimita il transito, dove lasciamo le auto nell’ apposito parcheggio, sito sulla sinistra della carreggiata. Proseguiamo lungo la stradina che lasciamo poco più avanti per seguire, sulla nostra destra, l’indicazione Cima Grem e Baita Golla. Saliamo tra cespugli di Rosa Canina e prati fino alla diramazione, a destra sentiero 260 per Monte Golla, a sinistra 263 per Cima Grem. Risaliamo la soprastante abetaia e in breve raggiungiamo la località Forcella Alta a m. 1440. Attraversiamo la piccola, prativa, conca che conduce alla ripida salita che porta al Bivacco Telini a m. 1647. Giunti al Bivacco traversiamo a mezza costa un pendio, che reca evidenti tracce di una recente slavina, fino ad una selletta posta alla base della salita che ci immette nell’ampio vallone, che porta al Bivacco Misti a m. 1790. Raggiunto il Bivacco proseguiamo in discreta ascesa fino all’ampia dorsale che seguiamo, ormai in leggera ascesa, fino a raggiungere la Cima Grem a m. 2049. Facciamo rientro ridiscendendo la dorsale, per poi puntare dritti alla Baita Alta di Grem a m. 1632. Raggiunta la Baita scendiamo, ora su traccia di sentiero, fino alla sottostante Miniera di Calamina, per poi raggiungere, con la comoda stradina, la località Grina.

Ascesa Totale D+ m.950    Distanza Percorsa Km 12,00

Durata Escursione h. 5,15

FOTO

GPS

Mappa Google

VIA FERRATA RINO PISETTA

FERRATA RINO PISETTA AL PICCOLO DAIN M.970

Raggiunto l’abitato di Sarche TN, alla prima rotonda svoltiamo a sinistra e ci immettiamo sulla strada per Madonna di Campiglio che lasciamo poco più avanti, in corrispondenza dell’area di servizio Q8, per voltare a destra e parcheggiare le auto presso la Bocciofila Toblino. Seguiamo l’indicazione per la ferrata, un sentiero in leggera ascesa, per poi risalire il canalone ghiaioso che porta sotto la parete rocciosa. Svoltiamo a sinistra e in leggera ascesa raggiungiamo il pilastro alla base del quale, una targa metallica indica l’inizio della via. La ferrata, indubbiamente difficile e impegnativa, presenta una parte iniziale di tutto rispetto, con pochi appigli, che mette subito a dura prova la resistenza delle nostre braccia. Una parte centrale, molto esposta, con placche fessurate e la finale, anch’essa fessurata con buoni appigli, che la rende decisamente più arrampicabile rispetto ai tratti precedenti, culmina con una breve cresta attrezzata che porta al Piccolo Dain a m.970. Discendiamo in direzione del paese di Rango su ripido sentiero che ci immette su una carrareccia sterrata. Giunti a un’area pic-nic proseguiamo dritti fino ad incrociare, in prossimità del paese, la strada asfaltata. Deviamo a sinistra e in prossimità di una grande croce prendiamo la mulattiera in discesa fino ad un Capitello, alla sinistra del quale vi è un cartello con l’indicazione per l’attacco della ferrata Pisetta. Seguiamo il sentiero, in alternati saliscendi, che aggira il Piccolo Dain e ci conduce a Sarche.

Distanza percorsa Km 8,00    Ascesa totale D+ 800 m.

Durata escursione h. 6,30

FOTO

GPS

Mappa Google

CORNA BLACCA

CORNA BLACCA M.2005

Giunti a San Colombano, Val Trompia, lasciamo le auto nel parcheggio dell’albergo Naani e discendiamo la Via Corna Blacca in direzione centro abitato. La percorriamo fino al ponticello dove voltiamo a destra, indicazione segnavia 350, su ripido e lungo itinerario boschivo che risale la valle dell’Inferno, terminato il quale proseguiamo attraverso cespugli di Pino Mugo. Saliamo diagonalmente, rimanendo sotto le ultime diramazioni dei Monti Paio, su ripido sentiero che ci conduce sulla cresta e di li a poco, superato alcuni roccioni, raggiungiamo la cima della Corna Blacca a m. 2005. Discendiamo, seguendo il segnavia 3V, fino al passo che separa l’omonima corna dal Monte Pezzolina, dove voltiamo a destra, lungo il “Sentiero dei Soldati, fino ad incrociare il 350, percorso in precedenza che ci riconduce a San Colombano.

Distanza percorsa Km 14,00   Ascesa totale D+ 1195 m.

Durata escursione h. 6,08

FOTO

GPS

Mappa Google

TRE CIME DEL BONDONE

TRE CIME DEL BONDONE FERRATA GIULIO SEGATA

Giunti a Viote (TN) lasciamo le auto nei parcheggi antistanti la Capanna Viote, punto di partenza dell’escursione, a m. 1560 e proseguiamo sulla strada provinciale 25 fino alla prima uscita, a destra, su strada sterrata che ci porta ad incrociare il segnavia 636. Inizialmente il sentiero si estende lungo un ripido tratto boschivo per lasciare, man mano saliamo, posto a cespugli di pino mugo e prati erbosi.

Raggiunta la sommità di Cima Verde, a m. 2102, il forte vento che imperversa non accenna a diminuire e ci accompagna lungo tutta la cresta, fino alla deviazione per la Via Ferrata Giulio Sagata. Proseguiamo lungo il versante sud, mentre una parte del gruppo decide di raggiungere il Dos di Abramo raggirando il monolite roccioso dal versante Nord-Ovest.

La comoda cengia attrezzata in breve ci permette di raggiungere l’attacco della via. Subito notiamo l’eccezionale verticalità della parete che risaliamo con costante ausilio del cavo e notevole sforzo fisico. Oltrepassiamo una buia cavità che, da lì a pochi metri, ne sancisce l’uscita della ferrata e raggiungiamo il Dos di Abramo a m. 2133. Ricongiunto il gruppo discendiamo, un tratto, su ripido sentiero in parte attrezzato e continuiamo poi, in leggera ascesa, fino alla base del Monte Cornetto. La aggiriamo a sinistra per il pendio che ci permette di guadagnare la Cima del Cornetto a m. 2180. Facciamo ritorno a Viote discendendo la Costa dei Cavai su sentiero 607.

Distanza percorsa Kn.12,300     Ascesa totale D+ m. 900

Durata escursione h. 5,00

FOTO

GPS

Mappa Google

 

RIFUGIO BARBELLINO FERRATA PIZZO STRINATO

FERRATA PIZZO STRINATO M.2836

Raggiunte Case Grumetti di Valbondione lasciamo l’auto, al termine della strada asfaltata, nell’ampio parcheggio sito nei pressi di una cappelletta che aggiriamo a destra, percorriamo la stradina sterrata per poi voltare a destra al cartello che ne indica la chiusura. Saliamo attraverso il bosco fino ad intercettare l’indicazione per sentiero 332 che seguiamo, per poi raggiungere l’osservatorio Floro Faunistico a m.1340. Proseguiamo fino all’ampia radura che conduce alle pendici della fascia rocciosa. Il sentiero ora si inerpica impervio, attrezzato, nella parte terminale, con catene e cavi metallici che in breve tempo ci permette di guadagnare quota.  Giunti al Rifugio Consoli a m. 1895 lo lasciamo sulla nostra sinistra, passiamo per l’Ostello al Curò e raggiungiamo il Rifugio Curò a m. 1915. Continuiamo, in leggera ascesa, lungo la stradina che costeggia il Lago di Barbellino fino all’omonimo Rifugio a m.2129. Voltiamo a destra e ci inerpichiamo sul detritico sentiero che conduce all’attacco della ferrata del Pizzo Strinato. La ferrata presenta una parte iniziale protetta con catene, una centrale mista roccette ed erba, all’uscita della quale un bel diedro, sicuramente il punto più interessante della scalata, infine un susseguirsi di canaponi portano all’antecima e da lì a poco più in alto, una serie di roccette in arrampicata libera fino alla vetta del Pizzo Strinato a m. 2836. Discendiamo, prestando molta attenzione, per la via normale, una dorsale esposta, non protetta, con scaglie di roccia non sempre stabili. Aggiriamo un salto roccioso e siamo al Rifugio Barbellino. Raggiunto il Rifugio Curò, visto il sopraggiungere di una perturbazione, optiamo di tornare a valle percorrendo il sentiero 305.

Durata escursione h. 9,30

Ascesa D+ 1900

Distanza percorsa Km 24,00

FOTO

GPS

Mappa Google

FERRATA OTTORINO MARANGONI DI MONTE ALBANO

FERRATA OTTORINO MARANGONI MONTE ALBANO MORI

Giunti a Mori (TN) parcheggiamo le auto nelle immediate vicinanze di piazza Cesare Battisti, dove in corrispondenza di un involto ha inizio la stradina che porta al Santuario di Monte Albano e da li ha poco il sentiero che conduce alla via ferrata Ottorino Marangoni. Affrontiamo il primo salto roccioso appositamente privo di attrezzature, l’attacco della via è posto qualche metro più in alto,  e risaliamo la prima sezione, attraverso una serie di camini e brevi traversi attrezzati con numerose staffe. Traversiamo a sinistra per la grande cengia di metà parete. Saliamo un nuovo camino, poi una traversata  a sinistra che percorre buona parte della parete e infine una sequenza di placche e diedri verticali, a volte strapiombanti, ci portano fuori dalla ferrata. Discendiamo seguendo il comodo sentiero, segnalato, di rientro.  La via è ben attrezzata, richiede comunque una buona preparazione atletica, mentre la roccia è spesso lucida.

Durata escursione h. 3,30

Ascesa dislivello + m. 411

Distanza percorsa Km. 4,500

 

CARONA MONTE AGA m. 2720

MONTE AGA M.2720

Giunti a Carona parcheggiamo le auto negli appositi spazi blu, poco oltre l’abitato, previa esposizione di un “gratta e sosta” acquistabile in loco, presso esercizi pubblici, al costo di 2 euro. Proseguiamo sulla carrareccia contrassegnata come sentiero 210 e raggiungiamo la località Pagliari a m. 1314. Continuiamo a seguire la strada che lasciamo più avanti per seguire un tratto boschivo del sentiero 209, per poi immetterci sul 208 fino ad intercettare il sentiero 224 delle Orobie Occidentali che seguiamo fino al Rifugio Fratelli Longo a m.2026. Saliamo rapidamente per un ripido tracciato e raggiungiamo il Lago del Diavolo a m. 2142, dove voltiamo a sinistra su sentiero 253 che in modesta e costante ascesa porta al Passo di Cigola a m. 2486. Poco sotto il passo, in prossimità di un grande masso, voltiamo a destra e ci inerpichiamo per il canalone ricoperto da una discreta nevicata, fino a 30 cm, caduta nei giorni scorsi. Grazie alle basse temperature notturne, saliamo su manto nevoso solido e compatto e raggiungiamo la frastagliata cresta sommitale che porta alla cima del Monte Aga a m. 2720. Ritorniamo a valle per lo stesso itinerario, a ritroso, fatta eccezione per la veloce visita al vicino Passo Cigola.

Distanza percorsa Km 23,00

Ascesa totale D+ m. 1600

Durata escursione h. 07,58

FOTO

GPS

Mappa Google