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VIA FERRATA RINO PISETTA

FERRATA RINO PISETTA AL PICCOLO DAIN M.970

Raggiunto l’abitato di Sarche TN, alla prima rotonda svoltiamo a sinistra e ci immettiamo sulla strada per Madonna di Campiglio che lasciamo poco più avanti, in corrispondenza dell’area di servizio Q8, per voltare a destra e parcheggiare le auto presso la Bocciofila Toblino. Seguiamo l’indicazione per la ferrata, un sentiero in leggera ascesa, per poi risalire il canalone ghiaioso che porta sotto la parete rocciosa. Svoltiamo a sinistra e in leggera ascesa raggiungiamo il pilastro alla base del quale, una targa metallica indica l’inizio della via. La ferrata, indubbiamente difficile e impegnativa, presenta una parte iniziale di tutto rispetto, con pochi appigli, che mette subito a dura prova la resistenza delle nostre braccia. Una parte centrale, molto esposta, con placche fessurate e la finale, anch’essa fessurata con buoni appigli, che la rende decisamente più arrampicabile rispetto ai tratti precedenti, culmina con una breve cresta attrezzata che porta al Piccolo Dain a m.970. Discendiamo in direzione del paese di Rango su ripido sentiero che ci immette su una carrareccia sterrata. Giunti a un’area pic-nic proseguiamo dritti fino ad incrociare, in prossimità del paese, la strada asfaltata. Deviamo a sinistra e in prossimità di una grande croce prendiamo la mulattiera in discesa fino ad un Capitello, alla sinistra del quale vi è un cartello con l’indicazione per l’attacco della ferrata Pisetta. Seguiamo il sentiero, in alternati saliscendi, che aggira il Piccolo Dain e ci conduce a Sarche.

Distanza percorsa Km 8,00    Ascesa totale D+ 800 m.

Durata escursione h. 6,30

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Cima Castellaccio m 2535

In una bellissima giornata abbiamo ripercorso i passi che con grande sofferenza, i nostri nonni percorrevano in condizioni ben peggiori un secolo fa.

Questo bellissimo sentiero 641, di Casamadre, è costellato di trincee e opere di fortificazione della grande guerra, quindi oltre che nella bellezza della montagna si cammina nella storia, qui era il fronte italiano, mentre dall’altro lato del Tonale il fronte austriaco.

Il percorso inizia all’uscita dell’ultima curva prima del passo, prendendo la stradina sterrata a dx, dove dopo poco vi è l’arrivo della pista da sci e sempre a dx si vede il segnavia 41 ( ora 641), un pannello illustra il sentiero con interessanti cenni storici.

Il primo tratto è una strada militare piuttosto larga, proseguendo diventa un sentiero ben segnalato e ben tenuto, dal quale si staccano alcune deviazioni che portano ai resti degli insediamenti militari e ai punti di osservazione, oggi punti panoramici.

Camminando tranquillamente e con numerose soste per raccogliere mirtilli e lamponi, siamo arrivati in vetta in 2 ore e 15 min.

Nella parte superiore del cammino, è spettacolare la vista a sud sulla Calotta, Il Salimmo e la vedretta del Pisgana e a nord sul passo del Tonale e le montagne del fronte austriaco.

Il ritorno per la stessa via.

Percorso 8,3 km con 700 mt di dislivello in 5 ore e 45 min.

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Monte Visolo m 2369

Sempreverdi gruppo B

Parcheggiato all’albergo Neve presso il passo Presolana, abbiamo dovuto attendere che spiovesse prima di avviarci e prendere subito a sx il sentiero 315 del pizzo Presolana, molto scivoloso per fango e radici bagnate. Nei pressi di baita Cassinelli, deviando a dx abbiamo seguito il 316, risalendo il ripido prato, che più in alto, con ampie curve e un panoramico traversone, porta all’ultimo tratto per la vetta.

Fortunatamente il tempo si è aperto e ci ha regalato spettacolare vista della Presolana e dintorni.

In questa memorabile gita abbiamo avuto un ospite senza dubbio eccezionale, Enrico, un coraggioso ragazzo cieco, che ama moltissimo la montagna, e che guidato dal nostro Giordano, che, con tutta la nostra ammirazione, lo accompagna da molti anni, ha dimostrato una sorprendente capacita di muoversi su un sentiero impegnativo per tutti, roccioso e scivoloso.

Siamo tornati per la stessa via, seguiti poco dopo dal gruppo A, salito al Visolo dalla ferrata del Passo della Porta.

Percorsi 9,5 km con 1238 m di dislivello, in 6 ore e 30 minuti.

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FERRATA ANELLI DELLE ANGUANE VALDASTICO

FERRATA ANELLI DELLE ANGUANE

Parcheggiamo l’auto nel centro di San Pietro Valdastico, un piccolo parcheggio, nelle immediate vicinanze della stradina che porta a “Prima Joa”, località di partenza comune del giro che conta sei anelli con diversi gradi di difficoltà. Decidiamo di non seguire un ordine preciso, ma bensì di prediligere l’ascesa di tutte le ferrate rispetto ai sentieri o sentieri attrezzati. L’avvicinamento alla prima ferrata prevede l’istradamento su sentiero S10, poi S3 e S4 che percorriamo fino all’attacco dello Spigolo ovest della 3° Gioa. Risaliamo lo spigolo e attraversiamo il ponte Tibetano per affrontare, nell’ordine, le verticali sud alla 1° e 2° Nora. Proseguiamo su S6 che prevede un traverso attrezzato fino all’uscita del tratto della 2° Nora Nord, dove un cartello ne sconsiglia l’effettuazione in discesa. Decidiamo comunque di discendere la parete Nord della Nora, poi lungo il traverso “Scafa delle Anguane”, su comoda cengia, raggiungiamo il sentiero attrezzato S5 che ci conduce alla base della 1°Nora verticale Nord. Saliamo il primo tratto, poi un traverso, infine affrontiamo lo spigolo della 2° Verticale Nord. Terminata la ferrata facciamo rientro all’abitato, dapprima su sentiero S14 e poi S17.

Difficoltà Ferrata D-TD-ED

Distanza percorsa Km 7,00 Ascesa totale m. 500

Durata escursione con ferrata h. 4,45

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Piz Tri m 2308

Una giornata magnifica ha benedetto questa gita al Piz Tri, come potrete vedere dalle foto e dal filmato di Eligio.

Siamo partiti in un gruppo molto numeroso, da via Calzaferro, circa un km dopo l’abitato di Loritto, trovando subito neve ghiacciata, quindi ciaspole ai piedi.

Dopo un tratto della mulattiera, alle cascine Brunò, una palina segnaletica indica il sentiero 95 con tempo 3 ore e 30′ al Piz Tri.

Forse per la consistenza del gruppo, non da tutti è stato seguito lo stesso percorso nella parte iniziale, ma, tranne un piccolo numero di “anziani” che si sono fermati a circa 200 m dalla vetta, si è potuto ammirare lo spettacolo offerto dalla nostra impareggiabile alta valle Camonica.

Al ritorno, dallo stesso percorso, un’ottima birra in compagnia, a Malonno.

Dislivello 1200 m e 15 km percorsi nella splendida neve

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Spiedo Sempreverdi 2018

Anche per il 2018 gli inossidabili Sempreverdi si sono festeggiati con un allegrissimo pranzo, reso grandioso dall’insuperabile Beppe allo spiedo, che ha magistralmente cucinato i tordi del nostro grande cacciatore Gianni, per non dire della cascata di torte preparate dalle nostre amate donne, che il bravo Piersanto a nome di tutti ha omaggiato con una rosa, che meglio delle parole sa esprimere il nostro affetto.

Lunga vita ai Sempreverdi.

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Pizzo Badile in val Brembana m 2044

Mercoledì 22 novembre 2017 – Ancora un’escursione propiziata dal bel tempo. Raggiunta Piazzatorre (Bg) in Val Brembana, lasciamo l’auto nei pressi del “Palaghiaccio” e prendendiamo a salire (ore 8.15) per una strada turistico/forestale (n° 121) ripida, con molti tornanti. Superato il “Rifugio Gremei”, arriviamo a uno trivio con di fronte delle antenne: lì prendiamo il sentiero n° 119 che (quasi ritornando a ritroso) s’innalza, (coperto di neve) fino, al “Forcolino di Torcola” (m. 1856). Ora il panorama si apre sulla “Val Brembana di Foppolo e Carona”. Il sentiero (di saliscendi) passa per le baite “Cacciatori” e “Baitelli” per giungere alla “Casera di Monte Colle” con una rustica gran croce di legno. Ora la cuspide nord del “Pizzo Badile (m 2044) sta perpendicolarmente (sebbene lontana), sopra di noi. Prendiamo verso il “Passo di Monte Colle” scortati da magnifici larici ed un pò ostacolati da un abbondante innevamento. Dal “Passo” (m 1938) mancano solo cento metri di dislivello, ma l’itinerario è per esperti (EE) e il sentierino è pure coperto di neve che procediamo a vista, con molta attenzione. Così siamo felicemente in vetta (ore 12.10): una panoramicissima vetta proprio il centro di un cerchio di orobiche montagne. Poi riscendiamo con maggiore attenzione il ripido pendio verso il “Passo di Monte Colle”. Lì il sentiero n° 188 ci riporta a Piazzatorre, dove concludiamo il giro ad anello alle 14.15, in sei ore. Dislivello positivo: m 1200 circa

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