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CASCATE DEL NARCANELLO VAL SOZZINE

Cascate del Narcanello, Lago del Pisgana.                                                                         Parcheggio auto Val Sozzine Ponte di Legno. La proposta dell’escursione , programmata a suo tempo, fu quella di raggiungere il Lago del Pisgana, ma purtroppo le condizioni odierne, specifiche alle reali condizioni del  territorio,  ne impediscono il raggiungimento. Pertanto abbiamo convenuto di limitare l’escursione alla seconda cascata del Narcanello.             Seguiamo la strada inizialmente asfaltata, poi sterrata che si inoltra nel bosco fino ad un tornante, dove sulla destra imbocchiamo il sentiero 42 che in località Malga Plas dell’Orto si ricongiunge alla strada. Giunti nei pressi del segnavia per Passo Castellaccio, la prospettiva del territorio cambia radicalmente. Il terreno è ormai tutto coperto da una coltre nevosa  con abbondanti ed evidenti tracce di slavine pregresse. Proseguiamo in direzione della chiusa del’Enel dove, poco oltre, raggiungiamo la prima e successivamente la Seconda cascata del Narcanello. Ritorno a valle per lo stesso itinerario.

Durata escursione h. 05,00

Distanza percorsa Km 11,00

Dislivello positivo m. 850

MONTE COLEAZZO

Monte Coleazzo m.3030.                                                                                                            Giunti a Canè, alta Valle Camonica, proseguiamo sulla carrareccia che conduce alla località Cortebona, a m. 1766, dove parcheggiamo le auto e dopo aver aggirato, a destra, il pozzo di una vecchia calchera, saliamo per il marcato sentiero che attraverso un bosco di Larici conduce all’inizio della Valle di Stol, dove un grosso masso riporta l’indicazione Monte Coleazzo. Proseguiamo, su tracce erbose, al centro del vallone e raggiungiamo un pianoro con un secondo grosso masso Erratico che lasciamo alla nostra sinistra. Continuiamo a salire tra sfasciumi e rari tratti erbosi e raggiungiamo l’impervia conca dalla quale puntiamo dritti alla base del Coleazzo. Un paletto metallico, poco visibile in quanto semi divelto, posto alla base del canale di destra indica la via, una salita sempre più ripida e molto sdrucciolevole, che porta alla bocchetta a m. 3000. Raggiunta voltiamo a sinistra, ora il terreno presenta piccole cenge e placche rocciose che risaliamo fino alla cima, delimitata da una croce metallica, del Monte Coleazzo a m.3030. Ritorno stesso itinerario.    

Dislivello positivo D+ m. 1250

Durata escursione h.05,45

Distanza percorsa Km. 09,00

                                                                                                  

MONTE MONOCCOLA

Monte Monocola m.2686                                                                                                            

Parcheggio auto: Case di Val Paghera Ceto  

Itinerario percorso: Case di Val Paghera, per sentiero 37, Bivacco Capanna Mattia m. 2612, Passo della Monocola m. 2592, Monte Monocola m. 2683. Ritorno: Passo della Rossola m. 2582, Malga Sensipie, incrocio sentiero Monsignor Giovanni Antonioli, Case di Val Paghera.

Durata escursione h.  06,35

Dislivello positivo D+ m. 1630

Distanza percorsa Km. 17,00

 

INVERNALE DA FABREZZA AL RIFUGIO PRUDENZINI

RIFUGIO PRUDENZINI M. 2235

Giunti a Saviore proseguiamo in direzione Fabrezza (m. 1458), dove parcheggiamo le auto e ci incamminiamo lungo la mulattiera che, dopo aver superato parecchi tornanti, ci immette nella Val Salarno. Proseguiamo per un tratto pianeggiante fino alla Malga Macesso di Sotto (m.1759) dove, alla sinistra della stessa, seguiamo la traccia che sale a mezza costa fino alla Malga Macesso di Sopra (m. 1935). Superiamo il pianoro, ormai zona umida, di quello che un tempo era il Lago Macesso e raggiungiamo il Lago Salarno. Costeggiamo la sua sponda sinistra e in breve siamo al vicino Lago di Dosazzo e alla omonima Malga. Procediamo dritti e, dopo aver superato l’ultimo breve ma ripido tratto, raggiungiamo il Rifugio Prudenzini (m. 2235). Facciamo ritorno a Fabrezza per lo stesso itinerario ripercorso a ritroso.

Distanza Percorsa Km 17,00   Ascesa Totale D+ m. 860

Durata Escursione h. 5,30

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Lago Pisgana m 2520

Lago Pisgana m 2520

Sempreverdi gruppo B

Il laghetto Pisgana, chiude la val Sozzine e fa da specchio alla vedretta del Pisgana, in un quadro di paesaggio montano spettacolare, che merita e ripaga il cammino per raggiungerlo.

Certo, fa un po’ tristezza vedere oggi la vedretta e pensare alle foto del passato, dove il ghiaccio scendeva nell’acqua, mentre ora si ferma molti metri più in alto, ma lo spettacolo rimane comunque meraviglioso.

Lasciate le auto nel piccolo spazio davanti a case Sozzine, poco oltre il parco, abbiamo preso la strada forestale che conduce alla piccola diga, deviando poco dopo per la scorciatoia a dx nel bosco, che si riunisce alla strada più in alto.

Sul percorso si trova un vecchio palo segnaletico arrugginito e poco leggibile, che indica a sx il Passo Castellaccio e proseguendo sulla traccia 41, 6.30 ore per il rifugio Garibaldi e la Calotta.

Giunti alla presa d’acqua dell’Enel, si trova una curiosa distesa di sabbia che sembra una spiaggia fuori posto, e poco distante il commovente masso di granito che ricorda i fratelli Agostino e Renato Martinelli, morti in montagna a breve distanza di tempo.

A quota duemila, ecco la prima cascata del Narcanello, uno dei due padri del fiume Oglio, che scende grandiosa sui grandi massi levigati, proseguendo, il sentiero si fa più impegnativo e si raggiunge la seconda impetuosa cascata, mentre la valle si fa sempre più selvaggia.

Il cammino prosegue su massi di granito e tratti ripidi, a volte attrezzati con catena, la vegetazione lentamente scompare e si presentano divertenti attraversamenti di ruscelli, fino ad aprirsi sul magnifico spettacolo del laghetto.

Dopo un’ora di allegra sosta in questo paradiso siamo ridiscesi ripercorrendo i nostri passi, mentre l’aumento del disgelo con l’avanzare della giornata, h

a reso più avventurosi gli attraversamenti dei ruscelli.

Percorsi circa 12 km in 7 ore e 30 con dislivello di 1170 m

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Lago di Boss m 2130, passo Blisie m 2365 e rif Prudenzini m 2235

Come spesso succede nei nostri programmi, una gita pensata tranquilla e contenuta, si rivela sorprendentemente memorabile, ma non ci aspettiamo mai meno dalle nostre montagne di casa.

Partiti da Fabrezza alle 8, dopo il superamento del primo tratto a tornanti, presa la deviazione a dx con indicazione sentiero 87, si risale un comodo percorso su vecchia strada militare, arrivando nella stupenda conca fiorita, con il laghetto e il confortevole bivacco.

Breve sosta e sempre proseguendo la traccia 87, siamo saliti al passo Blisie, bellissimo quanto selvaggio, una sottile cresta di rocce, verde e fiori.

Tornati al bivacco, per la discesa abbiamo seguito la traccia a dx, un affascinante sentiero fra l’erba alta e una spettacolare fioritura, che mantenendosi per un buon tratto in quota, offre spettacolari scorci sulla valle del Salarno, per confluire nella strada in prossimità della bassa diga del lago asciutto.

Considerando l’ora buona, si è deciso per un caffè al Prudenzini, prima del ritorno a Fabrezza.

22,5 km con 1300 m di dislivello in 8 ore e 15 minuti, in tutta calma e allegrissima compagnia.

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Monte Bruffione m 2665

Parcheggiamo le automobili nei pressi dell’albergo Bruffione in località Piana del Gaver a 1550 m, in una cornice tipicamente invernale.
Dal parcheggio scendiamo lungo una strada che in breve tempo ci conduce al ponte, sul torrente Caffaro, che attraversiamo e ci dirigiamo a sinistra in direzione segnavia 401 direttissima.
Il sentiero si estende, inizialmente, lungo un bosco di abeti che alterna discrete pendenze a radure pianeggianti per poi raggiungere la vallata, un sempre più innevato pianoro, ai piedi del monte Bruffione.
Sulla destra di un piccolo torrente individuiamo un segnavia semicoperto dalla coltre nevosa.
Attraversiamo il piccolo corso d’acqua e ci inerpichiamo lungo il sentiero sfruttando, per un tratto, la traccia di due escursionisti ai quali cediamo il passo.
Riguadagniamo poi la testa del gruppo e proseguiamo dritti fino poco sotto il passo Boia 2550 m, dove, dopo aver valutato il sempre più abbondante innevamento, il tempo di percorrenza che ancora ci separava dalla cima e il tempo di ritorno alla Piana del Gaver, decidiamo di desistere dall’ascesa alla vetta del monte Bruffione.
Ascesa totale m.1020, Km percorsi 11, Durata escursione ore 06,11

 

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MONTE AVIOLO 2881 M

Lasciamo le auto al parcheggio montano di POZZUOLO (m 1530) ore 7:15 che si raggiunge da Edolo. Più avanto prendiamo il sentiero CAI n. 34 dedicato a Silvio Boninchi. Dopo un tratto boscoso e ripido della Valle Moia, il sentiero supera le pietraie della Foppa portandosi ai piedi dell’AVIOLO (ore 8:40). L’ascesa è impegnativa, per esperti, con passaggi aiutati da catene. Sebbene l’incedere sia costante, arriviamo in vetta all’AVIOLO (m 2881) alle ore 10:40. La discesa, per lo stesso itinerario, è pure impegnativa, occorrendo prestare molta attenzione a non smuovere il tanto pietrame instabile. Superata questa parte difficile, il sentiero n. 34 incontra il n. 34a, per la Malga STAIN (Stein sulla mappa TCI). Sostiamo per raggrupparci al Passo FOPPA (ore 13:20) scendendo poi ripidamente verso la Malga ora Rifugio e punto di ristoro (ore 14:05). Da lì un sentiero porta all park di Pozzuolo (ore 15:00). Dislivello positivo: m 1400 – Distanza percorsa: km 12,5 – Durata escursione: ore 7

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Sentiero dei Fiori, Cima Payer m 3054 e Cima Presena m 3068

Dal “Passo del Tonale” (m 1883) con la cabinovia raggiungiamo “Passo Paradiso” (m 2590), e per il sentiero n° 44 saliamo al “Passo Castellaccio” (m 2963) ore 1. Qui sostiamo per indossare l’imbrago e il set ferrata, iniziando il sentiero attrezzato. Superiamo i due ponti sospesi e alcuni tratti esposti, raggiungendo il “Bivacco Amici della Montagna” e la sovrastante “Cima di Lagoscuro” (m 3160) ore 2.50. Proseguiamo per il “Passo di Lagoscuro” (m 2970) ore 4 e da lì saliamo alla “Cima Payer (m 3056) ore 4.30. Ritorniamo al “Passo Lagoscuro”, e per sentiero al “Passo Presena” (m 2998) ore 5, rientrando in cabinovia al Tonale: ore 6:30.

(Testo di Andrea)

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