Archivi categoria: Prealpi Bresciane

MONTE ARIO DA LUDIZZO ALTA VAL TROMPIA

MONTE ARIO M.1756

Ascesa al monte Ario da Ludizzo m. 779, piccola frazione del comune di Bovegno, in alta Val Trompia. Parcheggiamo le auto in un modesto slargo, circa sei sette posti auto, nei pressi delle ultime abitazioni del piccolo borgo e ci incamminiamo per una ripida mulattiera, segnavia n° 346, che abbandoniamo più avanti per il sentiero, anch’esso con significativa pendenza, che ci conduce nei pressi degli alpeggi della Garotta. Proseguiamo a sinistra lungo la forestale che lasciamo nei pressi di Malga Visignano e raggiungiamo passo Croce a m. 1441. Svoltiamo a sinistra della fontana e prendiamo per il sentiero n°345 che sale dritto attraverso il bosco fino alla pendice dell’erta dorsale che porta alla croce di vetta del monte Ario a m.1756. Raggiunta la cima discendiamo la cresta in direzione monte Campello m. 1642 e raggiungiamo malga Croce a m.1505. Proseguiamo per passo Croce, dal quale facciamo ritorno a Ludizzo seguendo lo stesso itinerario percorso all’andata.

Ascesa D+ m. 1050   Distanza percorsa Km 14,00

Durata Escursione h 5,06

FOTO

GPS

Mappa Google

VIA FERRATA SPIGOLO DELLA BANDIERA MONTE SPINO M.1486

SPIGOLO DELLA BANDIERA RIFUGIO PIRLO E CIMA MONTE SPINO

Giunti a San Michele, frazione di Gardone Riviera, parcheggiamo le auto nei pressi del ristorante Colomber e percorriamo, alla sinistra dello stesso, la lunga strada sterrata fino a Verghere a m. 540. Poco più avanti di detta località imbocchiamo il sentiero n° 201, che fiancheggia per lungo tratto il torrente Barbarano, e lo percorriamo fino a poco prima della malga Gemelle all’incrocio con il bivio per il Rifugio Pirlo e la ferrata Spigolo della Bandiera. Qui il gruppo si divide, una parte continua su sentiero 201 e raggiunge il rifugio passando per Passo Spino a m. 1154. Noi svoltiamo a sinistra su sentiero 201B e in breve raggiungiamo l’attacco della via attrezzata, una vecchia via d’arrampicata di III° grado di circa 90 m. La ferrata, seppur breve, è divertente, presenta un passaggio leggermente strapiombante e culmina su facili roccette. Poco più in alto una bandiera sancisce l’arrivo sullo Spigolo della Bandiera e poco oltre al Rifugio Pirlo a m. 1167. Essendo un congruo gruppo, la ferrata è stata scalata con tempi diversi creando così un frazionamento dello stesso, pertanto i primi a salire hanno raggiunto il resto dei compagni, arrivati dalla via normale, al rifugio e sono saliti in cima al monte Spino, a m. 1486. Noi secondi, una volta giunti al rifugio, abbiamo, zigzagando lungo le erbose pendici dello Spino, raggiunto la sommità. Facciamo ritorno al rifugio Pirlo discendendo, in direzione nord-est, la ripida cresta. Riunito il gruppo, abbiamo consumato un pranzo conviviale presso il rifugio stesso e fatto ritorno a valle lungo il sentiero N° 8. Un doveroso ringraziamento ai gestori del Pirlo e agli amici Enrica e Arialdo della sezione CAI di Salò.

Ascesa D+ m. 1200    Distanza percorsa km 16,200

Durata escursione h.8,16

FOTO

GPS

Mappa Google

 

DAL MANIVA AL DASDANA M.2191 E 1^ CIMA DEL MONTE COLOMBINE M.2195

MONTE DASDANA  E 1^ CIMA MONTE COLOMBINE

Parcheggiamo le auto al Giogo del Maniva (Passo del Maniva), a m. 1664, nel piazzale adiacente l’albergo Dosso Alto e imbocchiamo la stradina a sinistra dello stesso. Calzate le ciaspole proseguiamo poco oltre la località Posù, dove lasciamo la provinciale per risalire la Calva degli Zocchi, una lunga salita che culmina sulla sommità del Dasdanino a m.2088. Raggiunta la cima aggiriamo lo Chalet Dasdana, e una breve discesa ci porta al Passo Dasdana a m. 2086, per poi risalire la facile dorsale che ci conduce alla vetta del monte Dasdana a m. 2191. Proseguiamo in leggera ascesa lungo la dorsale e risaliamo la prima cima del monte Colombine a m. 2195. Discendiamo, circondati dalla nebbia, fino al traverso in cresta che separa la prima dall’attacco della seconda cima, ma la scarsa visibilità e le condizioni del manto nevoso, probabilmente instabile, ci inducono a riflettere sull’opportunità di continuare o meno l’ascesa alla vetta. Decidiamo di non andare oltre e rientriamo al Passo del Maniva per lo stesso itinerario percorso in precedenza.

Ascesa D+ 652 m.   Distanza percorsa Km 10,800

Durata escursione h. 4,10

GPS

FOTO

Mappa Google

 

 

MONTE PIZZOCOLO M.1581 CRESTE EST E SUD-EST

MONTE PIZZOCOLO CRESTA SUD-EST E CRESTA EST

Superato l’abitato di Sanico (Toscolano Maderno), proseguiamo su ripida e a tratti sterrata stradina fino alla località Ortello dove parcheggiamo, sulla sinistra, in prossimità del bivio con la strada sterrata che reca l’indicazione per le creste sud-est ed est alpinistica. Ci incamminiamo per la sterrata e seguiamo le indicazioni per le creste traversando a mezzacosta lungo le pendici del monte Pizzocolo. Giunti al bivio per la cresta est, gli amici Rosa ed Eligio deviano in direzione cresta sud-est, continuiamo a mezzacosta e raggiungiamo la località Baite de Balì. Per un errore interpretativo dell’itinerario siamo costretti a seguire un percorso molto intuitivo, attraverso la fitta boscaglia e balzi rocciosi, raggiungiamo la fascia rocciosa della cresta sud. Attacchiamo risalendo una paretina e una serie di crestine affilate con buone fenditure su roccia calcarea con evidenti segni di erosione. La salita è molto divertente, spesso esposta, se affrontata con attenzione non presenta grosse difficoltà. Il tratto camminabile è molto ripido e si snoda lungo una traccia con rada vegetazione. Un’ ultima bastionata rocciosa separa il punto di congiungimento delle creste, est e sud-est in prossimità del faro eolico che precede, di lì a poco, la cima del monte Pizzocolo a m.1581. Discendiamo lungo la mulattiera, in direzione Rifugio Pirlo, fino al bivio per Malga Valle, che prendiamo a sinistra, passando per la stessa a m. 1337. Proseguiamo in discesa fino a sbucare su una ripida strada cementata che ci riporta a Ortello.

Distanza percorsa Km. 9,500   Ascesa D+ m. 950

Durata escursione h. 5,07

FOTO

GPS

Mappa Google

 

CORNA BLACCA

CORNA BLACCA M.2005

Giunti a San Colombano, Val Trompia, lasciamo le auto nel parcheggio dell’albergo Naani e discendiamo la Via Corna Blacca in direzione centro abitato. La percorriamo fino al ponticello dove voltiamo a destra, indicazione segnavia 350, su ripido e lungo itinerario boschivo che risale la valle dell’Inferno, terminato il quale proseguiamo attraverso cespugli di Pino Mugo. Saliamo diagonalmente, rimanendo sotto le ultime diramazioni dei Monti Paio, su ripido sentiero che ci conduce sulla cresta e di li a poco, superato alcuni roccioni, raggiungiamo la cima della Corna Blacca a m. 2005. Discendiamo, seguendo il segnavia 3V, fino al passo che separa l’omonima corna dal Monte Pezzolina, dove voltiamo a destra, lungo il “Sentiero dei Soldati, fino ad incrociare il 350, percorso in precedenza che ci riconduce a San Colombano.

Distanza percorsa Km 14,00   Ascesa totale D+ 1195 m.

Durata escursione h. 6,08

FOTO

GPS

Mappa Google

Altopiano di Cariadeghe, Corna di Caì 1158m e Monte Ucia 1168m

Sull’Altopiano di Cariadeghe la nostra allegria, ma pure mestizia per quella ragazza scomparsa misteriosamente un anno fa. E proprio per caso ci siamo imbattuti nella piccola targa posta dal Comune di Serle a ricordo di Iushra, dove (probabilmente) fu vista per l’ultima volta. E lì ci siamo fermati in raccoglimento.

Dal parcheggio del “Rifugio Alpini” di Serle, con un cammino circolare, abbiamo raggiunto la cima “Ucia”, la “Corna di Caì”, e il “Monastero di S. Bartolomeo”: l’antico “San Pietro in Monte” edificato nel 1039.

Dislivello positivo di circa 500 metri per una distanza di 9 km.

(articolo di Eligio)

Foto

FERRATA OTTORINO MARANGONI DI MONTE ALBANO

FERRATA OTTORINO MARANGONI MONTE ALBANO MORI

Giunti a Mori (TN) parcheggiamo le auto nelle immediate vicinanze di piazza Cesare Battisti, dove in corrispondenza di un involto ha inizio la stradina che porta al Santuario di Monte Albano e da li ha poco il sentiero che conduce alla via ferrata Ottorino Marangoni. Affrontiamo il primo salto roccioso appositamente privo di attrezzature, l’attacco della via è posto qualche metro più in alto,  e risaliamo la prima sezione, attraverso una serie di camini e brevi traversi attrezzati con numerose staffe. Traversiamo a sinistra per la grande cengia di metà parete. Saliamo un nuovo camino, poi una traversata  a sinistra che percorre buona parte della parete e infine una sequenza di placche e diedri verticali, a volte strapiombanti, ci portano fuori dalla ferrata. Discendiamo seguendo il comodo sentiero, segnalato, di rientro.  La via è ben attrezzata, richiede comunque una buona preparazione atletica, mentre la roccia è spesso lucida.

Durata escursione h. 3,30

Ascesa dislivello + m. 411

Distanza percorsa Km. 4,500

 

Monte Cas m 779 da Campione

Gita superpanoramica sui sentieri di Zanzanù, famoso fuorilegge bresciano, che trovò la morte a Tgnale il 17 agosto 1617.

Si parte a riva di lago, dal bellissimo borgo di Campione del Garda, imboccando dietro i ruderi della vecchia cartiera il sntiero n° 110, corrispondente al percorso quotidiano degli operai di Tremosine che vi lavoravano, che risale la stretta gola fra le maestose e incombenti pareti rocciose.

Dopo il primo tratto di scalini si arriva alla canalizzazione d’acqua e si percorre la bassa galleria debolmente illuminata, fino alla segnaletica Cai voltando a dx in direzione Pregasio (Tremosine).

Poco dopo una invitante deviazione a sx scende in una bellissima forra visibile dal greto del torrente che sgorga dalla diga.

Riguadaggnato il sentiero 110, si sale alla frazione Pregasio, fra splendidi antichi uliveti poi a sx si scende alla piccola frazione Cadignano e da qui, il sentiero 204 ci conduce a fondovalle sul Pontesel, antico ponte in pietra su un’altra impressionante forra, da dove si risale a frazione Prabione del comune di Tignale.

Uscendo dall’abitato, a sx c’è il boschivo versante ovest del monte Cas, ma siamo proseguiti per visitare la frazione Gardola, e, dopo esserci riforniti di pane, mortadella e robusto vino rosso, siamo saliti al santuario di Monte Castello e da qui in vetta al monte Cas.

Nell’interessante chiesa del santuario è conservato un grande ex voto, dipinto da Giovanni Andrea Bertanza, che narra la storia dell’inseguimento e dell’uccisione del bandito da parte dei tignalesi.

Altro motivo di grande interesse storico, le postazioni militari della grande guerra sul monte Cas, dove vennero piazzati cannoni a picco sul Garda.

Siamo scesi a nord per la traccia 266 seguendo le indicazioni Campione, fino al ricongiungimento con l’iniziale scalinata.

Percorsi 20 km in 8 ore e 30 min con dislivello di 800 m

Foto

GPS

Mappa Google

MONTE COLEAZZO M. 3061

MONTE COLEAZZO M.3061

Giunti a Canè, alta Valle Camonica, proseguiamo sulla carrareccia che conduce alla località Cortebona, a m. 1766, dove parcheggiamo le auto e dopo aver aggirato, a destra, il pozzo di una vecchia calchera, saliamo per il marcato sentiero che attraverso un bosco di Larici conduce all’inizio della Valle di Stol, dove un grosso masso riporta l’indicazione Monte Coleazzo. Proseguiamo, su tracce erbose, al centro del vallone e raggiungiamo un pianoro con un secondo grosso masso Erratico che lasciamo alla nostra sinistra. Continuiamo a salire tra sfasciumi e rari tratti erbosi e raggiungiamo l’impervia conca dalla quale puntiamo dritti alla base del Coleazzo. Un paletto metallico, poco visibile in quanto semi divelto, posto alla base del canale di destra indica la via, una salita sempre più ripida e molto sdrucciolevole, che porta alla bocchetta a m. 3000. Raggiunta voltiamo a sinistra, ora il terreno presenta piccole cenge e placche rocciose che risaliamo fino alla cima, delimitata da una croce metallica, del Monte Coleazzo a m.3061. Ritorniamo, accompagnati da una modesta pioggerellina, per lo stesso itinerario ripercorso a ritroso.

Distanza percorsa Km 9,200   Ascesa D+ m.1230

Durata escursione h.5,15

FOTO

GPS

Mappa Google

Stesso giorno Gruppo B effettua escursione al

PASSO DI VAL CANE’

FOTO

GPS

Mappa Google

Passo di val Cané m 2674

Partenza da “Cortebona” in “Val di Canè” (1766 m – ore 8:00) e, mentre il “Gruppo A” dei Sempreverdi si avvia per la più impegnativa ascesa al “Monte Coleazzo” (3006 m), noi prendiamo il facile sentiero 165 che, fiancheggiando il “Torrente Fiumeclo”, sale verso il “Bivacco Valzaroten (2214 m – ore 9:00). Il tempo non è clemente, è prevista una leggera pioggia ancor prima di arrivare alla meta: il “Passo Val di Canè” (2674 m). Infatti, raggiunta la conca contenente i “Laghetti di Pietra Rossa” (2585 m), indossiamo gli indumenti protettivi, senza perdere l’allegria che (dalla partenza) pervade la nostra piccola brigata. Così alle ore 10:25 siamo al valico, e dopo le rituali foto ritorniamo a valle, fermandoci presso il “Bivacco Valzaroten” per un breve ristoro.
Dislivello positivo: 1000 metri circa
Distanza percorsa: 10.7 km
Durata escursione: 4:53 ore