Archivi categoria: Prealpi Bresciane

DA LOVENO AL MONTE DEI MATTI

MONTE DEI MATTI M. 2322

Lasciamo le auto nell’apposito parcheggio ubicato poco sopra il piccolo borgo di Loveno (m. 1300) e ci incamminiamo sulla stradina, che alterna tratti più o meno ripidi, in direzione delle Baite Paghera (m. 1458). Raggiunte le baite svoltiamo a destra su sentiero n°160 che, attraverso tratti di fitto bosco e piccole radure, passando poi per gli alti alpeggi, ci conduce alla Malga Camposecco (m. 1896). Poco oltre la malga, non essendoci più visibili tracce da seguire, decidiamo di puntare dritti alla ripida cresta Sud-Est, che risaliamo, e raggiungiamo la cima del Monte dei Matti (m. 2322). Discendiamo la meno impegnativa cresta Sud fino ad intercettare il sentiero n°160 che seguiamo fino alle Baite Paghera, e il 161A fino a Loveno.

Distanza Percorsa Km 11,00   Ascesa Totale D+ 1020

Durata Escursione h. 4,40

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NOTTURNA AL MANIVA DASDANINO-DASDANA

NOTTURNA AL MONTE DASDANA

Parcheggiamo le auto al Giogo del Maniva (Passo del Maniva), a m. 1664, nel piazzale adiacente l’albergo Dosso Alto e imbocchiamo la stradina a sinistra dello stesso che percorriamo poco oltre la località Posù, dove lasciamo la provinciale per risalire la Calva degli Zocchi, una lunga salita che culmina sulla sommità del Dasdanino a m.2088. Raggiunta la sommità, il forte vento che impervia ci impone la rinuncia alla risalita del Monte Dasdana.

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MONTE PREALBA E EREMO DI S. VIGILIO***RIFUGIO ALBANI E RIFUGIO CHALET DELL’AQUILA

ESCURSIONE AL  MONTE PREALBA  E  EREMO DI S. VIGILO

Gruppo Sempreverdi Franciacorta – Gruppo Semprerosa

Foto Prealba

Foto Chalet dell’Aquila

GPS chalet dell’Aquila

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GruppoSempreverdi Franciacorta

DA COLERE A RIFUGIO ALBANI PER RIFUGIO CHALET              DELL’ AQUILA

Giunti a Colere lasciamo le auto in località Carbonera (m.1050) e imbocchiamo la stretta stradina asfaltata, con indicazione Rifugio Albani, che passa tra le ultime casette dell’abitato e saliamo lungo la ripida mulattiera ghiacciata. Arrivati nei pressi della Cascina Frassinetto svoltiamo a sinistra e seguiamo un sentiero boschivo segnalato con molteplici targhette metalliche, dislocate lungo il percorso, di color giallo raffiguranti uno sciatore. Terminato il bosco saliamo zigzagando su un farinoso manto nevoso fino alle dismesse miniere di Fluorite. Proseguiamo e in breve siamo al Rifugio Albani (m.1939), poco oltre il quale possiamo ammirare, in quella che verosimilmente era un’entrata di uno scavo minerario, una moltitudine di stalattiti e stalagmiti di ghiaccio. Continuiamo in leggera ascesa fino ad incrociare la pista Presolana, che risaliamo e raggiungiamo il Rifugio Chalet dell’Aquila a m.2250. Discendiamo lungo la Pista Presolana fino alla bretella della pista Italia, che seguiamo per poi svoltare a sinistra sul vecchio tracciato che ci porta alla Cascina Frassinetto, e da lì per la mulattiera fino a Carbonera.

Distanza Percorsa Km 12,00    Ascesa D+ m. 1133

Durata Escursione h. 5,18

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MONTE ARIO DA LUDIZZO ALTA VAL TROMPIA

MONTE ARIO M.1756

Ascesa al monte Ario da Ludizzo m. 779, piccola frazione del comune di Bovegno, in alta Val Trompia. Parcheggiamo le auto in un modesto slargo, circa sei sette posti auto, nei pressi delle ultime abitazioni del piccolo borgo e ci incamminiamo per una ripida mulattiera, segnavia n° 346, che abbandoniamo più avanti per il sentiero, anch’esso con significativa pendenza, che ci conduce nei pressi degli alpeggi della Garotta. Proseguiamo a sinistra lungo la forestale che lasciamo nei pressi di Malga Visignano e raggiungiamo passo Croce a m. 1441. Svoltiamo a sinistra della fontana e prendiamo per il sentiero n°345 che sale dritto attraverso il bosco fino alla pendice dell’erta dorsale che porta alla croce di vetta del monte Ario a m.1756. Raggiunta la cima discendiamo la cresta in direzione monte Campello m. 1642 e raggiungiamo malga Croce a m.1505. Proseguiamo per passo Croce, dal quale facciamo ritorno a Ludizzo seguendo lo stesso itinerario percorso all’andata.

Ascesa D+ m. 1050   Distanza percorsa Km 14,00

Durata Escursione h 5,06

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VIA FERRATA SPIGOLO DELLA BANDIERA MONTE SPINO M.1486

SPIGOLO DELLA BANDIERA RIFUGIO PIRLO E CIMA MONTE SPINO

Giunti a San Michele, frazione di Gardone Riviera, parcheggiamo le auto nei pressi del ristorante Colomber e percorriamo, alla sinistra dello stesso, la lunga strada sterrata fino a Verghere a m. 540. Poco più avanti di detta località imbocchiamo il sentiero n° 201, che fiancheggia per lungo tratto il torrente Barbarano, e lo percorriamo fino a poco prima della malga Gemelle all’incrocio con il bivio per il Rifugio Pirlo e la ferrata Spigolo della Bandiera. Qui il gruppo si divide, una parte continua su sentiero 201 e raggiunge il rifugio passando per Passo Spino a m. 1154. Noi svoltiamo a sinistra su sentiero 201B e in breve raggiungiamo l’attacco della via attrezzata, una vecchia via d’arrampicata di III° grado di circa 90 m. La ferrata, seppur breve, è divertente, presenta un passaggio leggermente strapiombante e culmina su facili roccette. Poco più in alto una bandiera sancisce l’arrivo sullo Spigolo della Bandiera e poco oltre al Rifugio Pirlo a m. 1167. Essendo un congruo gruppo, la ferrata è stata scalata con tempi diversi creando così un frazionamento dello stesso, pertanto i primi a salire hanno raggiunto il resto dei compagni, arrivati dalla via normale, al rifugio e sono saliti in cima al monte Spino, a m. 1486. Noi secondi, una volta giunti al rifugio, abbiamo, zigzagando lungo le erbose pendici dello Spino, raggiunto la sommità. Facciamo ritorno al rifugio Pirlo discendendo, in direzione nord-est, la ripida cresta. Riunito il gruppo, abbiamo consumato un pranzo conviviale presso il rifugio stesso e fatto ritorno a valle lungo il sentiero N° 8. Un doveroso ringraziamento ai gestori del Pirlo e agli amici Enrica e Arialdo della sezione CAI di Salò.

Ascesa D+ m. 1200    Distanza percorsa km 16,200

Durata escursione h.8,16

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DAL MANIVA AL DASDANA M.2191 E 1^ CIMA DEL MONTE COLOMBINE M.2195

MONTE DASDANA  E 1^ CIMA MONTE COLOMBINE

Parcheggiamo le auto al Giogo del Maniva (Passo del Maniva), a m. 1664, nel piazzale adiacente l’albergo Dosso Alto e imbocchiamo la stradina a sinistra dello stesso. Calzate le ciaspole proseguiamo poco oltre la località Posù, dove lasciamo la provinciale per risalire la Calva degli Zocchi, una lunga salita che culmina sulla sommità del Dasdanino a m.2088. Raggiunta la cima aggiriamo lo Chalet Dasdana, e una breve discesa ci porta al Passo Dasdana a m. 2086, per poi risalire la facile dorsale che ci conduce alla vetta del monte Dasdana a m. 2191. Proseguiamo in leggera ascesa lungo la dorsale e risaliamo la prima cima del monte Colombine a m. 2195. Discendiamo, circondati dalla nebbia, fino al traverso in cresta che separa la prima dall’attacco della seconda cima, ma la scarsa visibilità e le condizioni del manto nevoso, probabilmente instabile, ci inducono a riflettere sull’opportunità di continuare o meno l’ascesa alla vetta. Decidiamo di non andare oltre e rientriamo al Passo del Maniva per lo stesso itinerario percorso in precedenza.

Ascesa D+ 652 m.   Distanza percorsa Km 10,800

Durata escursione h. 4,10

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MONTE PIZZOCOLO M.1581 CRESTE EST E SUD-EST

MONTE PIZZOCOLO CRESTA SUD-EST E CRESTA EST

Superato l’abitato di Sanico (Toscolano Maderno), proseguiamo su ripida e a tratti sterrata stradina fino alla località Ortello dove parcheggiamo, sulla sinistra, in prossimità del bivio con la strada sterrata che reca l’indicazione per le creste sud-est ed est alpinistica. Ci incamminiamo per la sterrata e seguiamo le indicazioni per le creste traversando a mezzacosta lungo le pendici del monte Pizzocolo. Giunti al bivio per la cresta est, gli amici Rosa ed Eligio deviano in direzione cresta sud-est, continuiamo a mezzacosta e raggiungiamo la località Baite de Balì. Per un errore interpretativo dell’itinerario siamo costretti a seguire un percorso molto intuitivo, attraverso la fitta boscaglia e balzi rocciosi, raggiungiamo la fascia rocciosa della cresta sud. Attacchiamo risalendo una paretina e una serie di crestine affilate con buone fenditure su roccia calcarea con evidenti segni di erosione. La salita è molto divertente, spesso esposta, se affrontata con attenzione non presenta grosse difficoltà. Il tratto camminabile è molto ripido e si snoda lungo una traccia con rada vegetazione. Un’ ultima bastionata rocciosa separa il punto di congiungimento delle creste, est e sud-est in prossimità del faro eolico che precede, di lì a poco, la cima del monte Pizzocolo a m.1581. Discendiamo lungo la mulattiera, in direzione Rifugio Pirlo, fino al bivio per Malga Valle, che prendiamo a sinistra, passando per la stessa a m. 1337. Proseguiamo in discesa fino a sbucare su una ripida strada cementata che ci riporta a Ortello.

Distanza percorsa Km. 9,500   Ascesa D+ m. 950

Durata escursione h. 5,07

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CORNA BLACCA

CORNA BLACCA M.2005

Giunti a San Colombano, Val Trompia, lasciamo le auto nel parcheggio dell’albergo Naani e discendiamo la Via Corna Blacca in direzione centro abitato. La percorriamo fino al ponticello dove voltiamo a destra, indicazione segnavia 350, su ripido e lungo itinerario boschivo che risale la valle dell’Inferno, terminato il quale proseguiamo attraverso cespugli di Pino Mugo. Saliamo diagonalmente, rimanendo sotto le ultime diramazioni dei Monti Paio, su ripido sentiero che ci conduce sulla cresta e di li a poco, superato alcuni roccioni, raggiungiamo la cima della Corna Blacca a m. 2005. Discendiamo, seguendo il segnavia 3V, fino al passo che separa l’omonima corna dal Monte Pezzolina, dove voltiamo a destra, lungo il “Sentiero dei Soldati, fino ad incrociare il 350, percorso in precedenza che ci riconduce a San Colombano.

Distanza percorsa Km 14,00   Ascesa totale D+ 1195 m.

Durata escursione h. 6,08

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Altopiano di Cariadeghe, Corna di Caì 1158m e Monte Ucia 1168m

Sull’Altopiano di Cariadeghe la nostra allegria, ma pure mestizia per quella ragazza scomparsa misteriosamente un anno fa. E proprio per caso ci siamo imbattuti nella piccola targa posta dal Comune di Serle a ricordo di Iushra, dove (probabilmente) fu vista per l’ultima volta. E lì ci siamo fermati in raccoglimento.

Dal parcheggio del “Rifugio Alpini” di Serle, con un cammino circolare, abbiamo raggiunto la cima “Ucia”, la “Corna di Caì”, e il “Monastero di S. Bartolomeo”: l’antico “San Pietro in Monte” edificato nel 1039.

Dislivello positivo di circa 500 metri per una distanza di 9 km.

(articolo di Eligio)

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FERRATA OTTORINO MARANGONI DI MONTE ALBANO

FERRATA OTTORINO MARANGONI MONTE ALBANO MORI

Giunti a Mori (TN) parcheggiamo le auto nelle immediate vicinanze di piazza Cesare Battisti, dove in corrispondenza di un involto ha inizio la stradina che porta al Santuario di Monte Albano e da li ha poco il sentiero che conduce alla via ferrata Ottorino Marangoni. Affrontiamo il primo salto roccioso appositamente privo di attrezzature, l’attacco della via è posto qualche metro più in alto,  e risaliamo la prima sezione, attraverso una serie di camini e brevi traversi attrezzati con numerose staffe. Traversiamo a sinistra per la grande cengia di metà parete. Saliamo un nuovo camino, poi una traversata  a sinistra che percorre buona parte della parete e infine una sequenza di placche e diedri verticali, a volte strapiombanti, ci portano fuori dalla ferrata. Discendiamo seguendo il comodo sentiero, segnalato, di rientro.  La via è ben attrezzata, richiede comunque una buona preparazione atletica, mentre la roccia è spesso lucida.

Durata escursione h. 3,30

Ascesa dislivello + m. 411

Distanza percorsa Km. 4,500