Archivi categoria: Alpi Orobie

RIFUGIO BARBELLINO FERRATA PIZZO STRINATO

FERRATA PIZZO STRINATO M.2836

Raggiunte Case Grumetti di Valbondione lasciamo l’auto, al termine della strada asfaltata, nell’ampio parcheggio sito nei pressi di una cappelletta che aggiriamo a destra, percorriamo la stradina sterrata per poi voltare a destra al cartello che ne indica la chiusura. Saliamo attraverso il bosco fino ad intercettare l’indicazione per sentiero 332 che seguiamo, per poi raggiungere l’osservatorio Floro Faunistico a m.1340. Proseguiamo fino all’ampia radura che conduce alle pendici della fascia rocciosa. Il sentiero ora si inerpica impervio, attrezzato, nella parte terminale, con catene e cavi metallici che in breve tempo ci permette di guadagnare quota.  Giunti al Rifugio Consoli a m. 1895 lo lasciamo sulla nostra sinistra, passiamo per l’Ostello al Curò e raggiungiamo il Rifugio Curò a m. 1915. Continuiamo, in leggera ascesa, lungo la stradina che costeggia il Lago di Barbellino fino all’omonimo Rifugio a m.2129. Voltiamo a destra e ci inerpichiamo sul detritico sentiero che conduce all’attacco della ferrata del Pizzo Strinato. La ferrata presenta una parte iniziale protetta con catene, una centrale mista roccette ed erba, all’uscita della quale un bel diedro, sicuramente il punto più interessante della scalata, infine un susseguirsi di canaponi portano all’antecima e da lì a poco più in alto, una serie di roccette in arrampicata libera fino alla vetta del Pizzo Strinato a m. 2836. Discendiamo, prestando molta attenzione, per la via normale, una dorsale esposta, non protetta, con scaglie di roccia non sempre stabili. Aggiriamo un salto roccioso e siamo al Rifugio Barbellino. Raggiunto il Rifugio Curò, visto il sopraggiungere di una perturbazione, optiamo di tornare a valle percorrendo il sentiero 305.

Durata escursione h. 9,30

Ascesa D+ 1900

Distanza percorsa Km 24,00

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FERRATA DELLA PORTA CIMA MONTE VISOLO PASSO DELLA PRESOLANA

FERRATA DELLA PORTA MONTE VISOLO M.2369 PASSO PRESOLANA

Località di partenza Colere m. 1013 s.l.m. Parcheggiamo le auto nei pressi del campo sportivo e saliamo per CAI 402, inizialmente su una strada forestale in ripida salita verso la bastionata nord della parete della Presolana, poi lungo il sentiero fino ad una sella dove incontriamo il CAI 401. Svoltiamo a sinistra attraversiamo un piccolo ghiaione e in pochi minuti raggiungiamo l’attacco della ferrata. Iniziamo risalendo due scalette metalliche, un traverso, una terza scala e un canale roccioso attrezzato. Continuiamo su un susseguirsi di scalette e balzi rocciosi fino al passo della Porta. Proseguiamo verso destra, una breve cengia e una lunga ed esposta scaletta ci conducono attraverso canalini, balzi rocciosi e traversi esposti ad un sentiero di cresta con facili roccette che porta alla conca di origine glaciale. Discendiamo un tratto attrezzato, attraversiamo la conca su moderata pendenza in leggera ascesa e traversiamo a destra per poi risalire gli ultimi metri della cima del monte Visolo a m. 2369. Scendiamo lungo ripidi prati in direzione Baita Cassinelli m. 1568, per poi raggiungere il passo della Presolana a m. 1297, località di incontro con il gruppo che ha effettuato l’escursione Presolana Monte Visolo e ritorno. Un dovuto ringraziamento all’amica Rosa che ha messo ha disposizione il proprio mezzo per il trasferimento in quel di Colere.

Distanza percorsa Km 12,600   Ascesa totale m.1465 D+

Durata escursione h.6,37

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MONTE TIMOGNO M. 2096 E CIMA BENFIT M.2172

VALZURIO MONTE TIMOGNO M.2096 CIMA BENFIT M. 2172

 

Valzurio m.814 slm, frazione del comune di Oltassenda Alta BG, località di partenza dell’escursione.

Lasciate le auto ci dirigiamo verso sud ovest lungo la stradina, a tratti con forti pendenze, per Colle Palazzo. Raggiunto il colle, a m.1267, continuiamo per Case Campello m.1556 seguendo il sentiero che costeggia il muro, costruito con pietre incastonate una sopra l’altra, che delimita il confine tra il bosco e i prati sottostanti. Ora il sentiero si inerpica lungo il crinale erboso che ci porta alla Baita Alta Remescler a m.1849. Oltrepassiamo la Baita e proseguiamo, in leggera ascesa, fino alla sella sotto le pendici del Monte Timogno, per poi affrontare l’ultimo tratto, senz’altro il più impegnativo della giornata, che porta alla cima a m.2096. Caliamo per la cresta ad est e risaliamo la dorsale che porta alla cima del monte Benfit a m.2172. Continuiamo nell’alternato saliscendi fino a raggiungere la sella ad est del Benfit a m.2103. Discendiamo il vallone fino ad una malga, oltre la quale seguiamo il CAI n°314 fino all’incrocio con il Sentiero Alto Serio, che seguiamo fino a Valzurio passando per le Baite Moschel in località Spinelli a m.954.

 

Distanza percorsa Km 20,500 -Durata escursione h. 07,43

Ascesa totale m. 1546

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PIZZO ZERNA M.2572

Da Carona a Pizzo Zerna M.2572

Lasciamo le auto al parcheggio nei pressi delle ultime case di Carona in Val Brembana e seguiamo una mulattiera che ci immette su una stradina asfaltata fino al piccolo borgo di Pagliari. Ora su strada sterrata passiamo accanto alla cascata di Val Sambuzza, per poi raggiungere la località Dosso, dove sulla sinistra imbocchiamo il sentiero n°209. Il percorso, ora innevato, attraverso il bosco ci porta sopra la cascata e più avanti alle Baite della Forcella a m. 1570. Passiamo poi per la Baita Vecchia a m. 1862 e successivamente per Baita Arale a m. 1985. Ora il sentiero, sempre più innevato, prosegue su una vecchia mulattiera militare che ci conduce alla Baita del lago, a m. 2092, ubicata poco sopra il Lago di Val Sambuzza e al Bivacco Pedrinelli a m. 2353. Qui abbandoniamo zaino e bastoncini e muniti di ramponi e piccozza raggiungiamo il Passo di Publino a m.2368. Svoltiamo a destra per il crinale di cresta e con parecchie perplessità lo risaliamo fino a quota m. 2442, per poi decidere di desistere dall’intento di raggiungere la cima del Pizzo Zerna. Le condizioni odierne della neve, a nostro parere, non sono sufficientemente sicure da permetterci una risalita in tutta sicurezza. Ritorniamo a Carona per lo stesso itinerario percorso in precedenza.

Distanza percorsa Km 17,100    Durata escursione h. 06,36

Ascesa m. 1319

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RIFUGIO TORSOLETO M.2390

RIFUGIO TORSOLETO “BONALI-DUCOLI” M.2390

Parcheggiamo le auto a Loveno a m.1300, un piccolo borgo abitato che si raggiunge salendo dalla Valle Camonica verso il Passo del Vivione. La bella giornata e la temperatura primaverile, già dalle prime ore del mattino, preannunciano quello che poi risulterà essere un’escursione piacevole e divertente. Un veloce sguardo alle cime circostanti, tanto quanto basta per decidere di non avvalerci dell’uso delle Ciaspole. Prendiamo per il segnavia n°160, una mulattiera militare che ci porta oltre un bosco e su, quello se non fosse innevato, un sentiero in spazio aperto. Nelle immediate vicinanze di una malga lasciamo la traccia e saliamo dritti la dorsale del monte dei Matti fino ad una selletta dalla quale, in leggera ascesa, raggiungiamo il Rifugio Torsoleto a m.2390. Ritorniamo optando per un itinerario che prevede, quanto più possibile, la discesa diretta lungo la dorsale meno innevata. Giunti al termine dello spazio aperto ci immettiamo sul sentiero militare che conduce al parcheggio.

Durata escursione h. 07,10   Ascesa totale m.1060

Distanza percorsa Km 14,50

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VALGOGLIO GIRO DEI 5 LAGHI

VALGOGLIO GIRO DEI 5 LAGHI

Giunti nei pressi del Bar Ristoro 5 Laghi, in località Bortolotti (Bortolòlocc) Valgoglio (BG), parcheggiamo le auto e ci incamminiamo seguendo l’indicazione segnavia CAI 268. La via, inizialmente una ripida stradina asfaltata, costeggia la condotta forzata per poi immetterci nel bosco fino  ad una strada forestale che lasciamo, poco dopo, a sinistra per una ripida salita che ci conduce a un pianoro, dove sono ubicati alcuni edifici e poco più un alto sulla destra la diga che racchiude le acque del Lago Sucotto. Proseguiamo sempre su CAI 268, in direzione Lago Nero, una ripida ascesa che ci porta al Lago Canali e al Rifugio Capanna Lago Nero a m. 1997. Calzati i ramponi superiamo l’ultimo tratto di salita che ci separa dal Rifugio all’omonimo lago a m. 2013. Costeggiamo per intero il bacino idrico fino a quello D’Aviasco a m. 2070 dove attraversiamo la diga e prendiamo per CAI 229. Lasciamo sulla nostra sinistra i Laghi Campelli e, prestando particolare attenzione, discendiamo un tratto ghiacciato, attrezzato con corda metallica e gradini ricavati nella roccia. In breve tempo raggiungiamo il Lago Cernello con l’omonima Baita a m. 1956. Scendiamo lungo il segnavia CAI 228, lambendo il Lago Sucotto a m. 1854,  fino ad incrociare il sentiero CAI 268, punto di convergenza del giro ad anello praticabile nei due sensi, che ripercorriamo, in quanto ultimo tratto, che  ci riconduce  alla località Bortolotti.

DISTANZA PERCORSA Km. 13,00   ASCESA TOTALE  m. 1050  DURATA ESCURSIONE h. 05,35

Come di consuetudine, in occasione delle Festività Natalizie , il gruppo Sempreverdi e Semprerosa si è intrattenuto presso la sede del CAI di Provaglio D’Iseo per il benaugurante brindisi di Buon Natale.

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Lago Spigorel

A “Tezzi Alti” – frazione di Gandellino – lasciamo l’auto (ore 8.40) presso le ultime case di villeggiatura per imboccare il vicino sentiero n. 309: una bella sterrata per la chiesetta dedicata a San Carlo e valicante il vorticoso torrente della “Val Sedornia”. Poi, un facile salire fra macchioni di neve e grandi praterie fiorite, cercando d’immaginare che nome abbiamo le sovrastanti montagne: questo lato della Val Seriana ci è abbastanza sconosciuto. Invece chiamiamo immediatamente: “marasso” (per l’inconfondibile livrea), la vipera stesa al sole che, comprese le nostre benevoli intenzioni, poi lentamente abbandona il sentiero. Poco oltre il “Lago Spigorel” (m 1821 – ore 11:00), ancora semi gelato. Ritornando, decidiamo di guadagnare il lato destro della “Val Sedornia” per far “circolare” la bella escursione. Paolo (giovane e gagliardo) funge da esploratore, e una volta guadato il torrente, per sentieri e una nuova sterrata di malga ritorniamo a “Tezzi Alti” (ore 13:50).

Dislivello positivo: m 900. Distanza percorsa: km 13.7. Durata escursione: ore5:10

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Monte Alben m 2010 e Cima Croce m 1978

Bellissimo giro ad anello nella conca dell’Alben in una splendida giornata, uscita invernale che non poteva essere più estiva, non un filo di ghiaccio o neve sul sentiero.

Lasciate le auto al passo di Zambla, abbiamo percorso la sterrata per poco meno di 3 km e al pian della Palla, ci siamo inoltrati a sx nel magnifico bosco di faggi, in questa stagione brullo con un tappeto di fruscianti foglie secche.

Passati da Casina Bianca e passo dei Sappli, si incontra il sentiero 502 dei Martiri di Cornalba, che percorre l’ idilliaca valle chiusa dai lati sud di Alben e Croce.

Alla Baita Sura, abbiamo seguito la traccia a dx raggiungendo la vetta dell’Alben, dove abbiamo fatto colazione al sole, ammirando le alpi dal monte Rosa al trentino.

Da qui, seguendo il sentiero, sotto le creste, siamo arrivati al passo La Forca e proseguendo siamo saliti su cima Croce.

In prossimità del passo, c’è la simpatica e ospitale baita del Gioan, ricavata da una grotta chiusa da porta, munita di barattoli di caffè e altre cose per un simpatico picnic, affidata, sembra con ottimo risultato, alla buona educazione e correttezza degli escursionisti.

Scesi dal passo Forca verso Zambla, abbiamo visitato, con una piccola deviazione a dx la panoramica baita Nembrini e ripreso il sentiero 501/502 siamo tornati alle vetture.

Percorsi circa 17 km con dislivello totale di 1200 m in 6 ore e mezzo.

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Pizzo Tre Confini m 2824

Nel mondo selvaggio delle Orobie, il Pizzo Tre Confini con il vicino Gleno ne sono due splendidi rappresentanti che meritano sicuramente l’escursione.

Partiti da Lizzola con cielo azzurro e poche nuvole, abbiamo percorso il lungo tratto di sterrata coincidente con il sentiero 322, che si inoltra nella bella vallata, inizialmente con poca pendenza, poi si inalza rapidamente dal greto del torrente Bondione e il paesaggio rivela tutta la sua selvaggia bellezza.

Una curiosità, poco dopo che la strada diventa sentiero, sulla destra si trova un masso scolpito, con un bel bassorilievo e la dedica che l’artista ha fatto alla propria madre.

Arrivati al Passo Bondione (2680 m), si risale a sinistra la non evidentissima traccia fino alla vetta, in questo tratto è necessaria una certa attenzione per i tratti esposti.

Nel ritorno, arrivati al grande masso con le indicazioni per Lizzola e Rif Curò, la maggio parte ha proseguito per la via della salita, mentre due coraggiosi sono rientrati per la via del rifugio percorrendo il 321, il 304 e 306.

Percorsi 17 km in 7 ore, con dislivello di 1620 m, giro del Curò 22 km in 7 ore e 30 con dislivello di 1850 m

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Pizzo Arera m 2512, Bocchetta di Corna Piana, Passo del Branchino.

Lunga Camminata, sul Pizzo Arera e dintorni, in una bella giornata con temperatura ideale e salita asciutta, senza neve tardiva sul percorso.

Parcheggiato a pagamento all‘Alpe Arera, Zambla alta, distributore automatico all’inizio della salita, abbiamo raggiunto Capanna 2000 col ripido sentiero e da qui, seguendo la chiara traccia, in poco più di due ore, in vetta, avvalendoci del breve tratto attrezzato.

Discesi per la stessa via e considerando il molto tempo ancora a disposizione, con un cambio di programma, abbiamo percorso il sentiero dei fiori, passando dalla bocchetta di Corna Piana fino al passo del Branchino, in un idilliaco panorama alpestre, ritornando poi sulla traccia 222 alla capanna 2000 e alle vetture.

Sulla strada del ritorno, poco sotto l’Alpe, ci siamo concessi un po’ di tempo, nella Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, luogo magico, monumento alla natura nella natura.

Percorsi 13.5 km in 7 ore e 30′ con sislivello totale di 1360 m.

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