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Passo Blumone da Gaver 24/06/2015

Partiti dal rifugio Nikolajewka (1502 m), si sale il ripido sentiero 26, fino al Cassinello di Blumone (2099 m) e da qui a sx per il n° 27, ben segnato anche nel tratto di pietraia, che ci porta al passo Blumone (2633 m), in un bell’ambiente di verde e granito.

Dai grossi massi granitici del passo si apre la splendida vista del lago della Vacca, che si raggiunge facilmente percorrendo il sentiero n° 1 fino al rif. Tita Secchi (2362 m). Ritorno al punto di partenza col sentiero Antonioli n° 17.

Si sono percorsi circa 13 km in 5 ore e 45 minuti con un dislivello totale di 1200 m.

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Ferrata Minonzio e Zuccone Campelli 03/06/2015

Ennesima riconferma della bellezza delle Orobie, paesaggio roccioso di grande fascino e prati fioriti che ti riconciliano con la vita.

Partiti dal grande parcheggio degli impianti sopra Valtorta, rif. Il Trifoglio (1340 m), siamo risaliti per le piste da sci ai Piani di Bobbio (1652 m), vicino a una piccola costruzione sulla sinistra ci sono alcune indicazioni, quelle in giallo tracciano un sentiero che fra roccette e prati fioriti ci ha portati in vetta allo Zucco Barbesino (2152 m), poi lungo alcune creste al tratto attrezzato. Ora il paesaggio cambia completamente in un aspetto roccioso quasi dolomitico, la ferrata, ben concepita, non presenta eccessive difficoltà, ma è di grande suggestione per scorci e viste mozzafiato che offre. Raggiunta la vetta dello Zuccone Campelli (2159 m), per il ritorno siamo proseguiti lungo le creste, verso il rif. Cazzaniga, fino a incrociare il sentiero 101 delle Orobie, che in un paesaggio incantevole ci ha riportato ai Piani di Bobbio, passando dal Passo dei Mughi (2010 m) e da qui per le stesse piste al parcheggio.

Percorsi 13 km in 7 ore con 1032 m di dislivello totale.

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Monte Pagano 27/05/2015

E ci siamo ripresi il Monte Pagano. Dopo la rinuncia di Febbraio per neve instabile e nebbia, oggi una splendida giornata di “sbrèl” pagata con un po’ di vento gelido, ma siamo stati ben ripagati.

Partiti da Grano, frazione di Vezza d’Oglio, siamo saliti fino ai Pianacci per la strada in buona parte asfaltata, e con l’utimo tratto di sentiero 145 in vetta al Pagano.

Questa cima, anche se di facile conquista, è affascinante per il panorama, ma ancor più per l’imponente muro a secco circolare, trincea della grande guerra, perfettamente conservato, che la racchiude formando un forte che ci ricorda molto gli oppida fortificati dei popoli nordici.

Da qui siamo scesi proseguendo il 145 in direzione Mortirolo, fino al bivio col 145A che ritorna ai Pianacci a mezza costa, dove abbiamo proseguito attraversando una zona paludosa fuori tracciato, ritrovando più in basso il sentiero n° 3 del parco dello Stelvio fino al punto di partenza.

Percorsi 20 km in 6 ore e 30 con un dislivello totale di 1260 m.

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Monte Madonnino 2502 m 13/05/15

Parcheggiato in loc Bortolotti di Valgoglio, siamo risaliti per la strada asfaltata che costeggia la condotta idroelettrica, poi il sentiero 228 in un favoloso bosco di faggi, a sx all’incroco con la sterrata da sant’Antonio e poco dopo al cippo con la croce a dx sulla strada fino alle baite d’Agnone, da qui seguendo un’incerta traccia lungo la dorsale di costa d’Agnone, abbiamo raggiunto il monte Segnale di 2183 m e proseguendo in cresta si giunge facilmente in vetta al Madonnino, con pochi attraversamenti innevati, senza difficoltà.

Sia lungo la dorsale che in vetta si gode di un panorama molto bello, con le vicine vette dei monti Cabianca, Pradella e pizzo del Becco.

In 6 ore percorsi 15,5 km con 1450 m di dislivello.

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Bocchette di Valmassa 07/05/2015

Una gita che ne vale due, la rude bellezza del selvaggio paesaggio alpino e il commovente tuffo nella storia, percorrendo gli stessi passi dei nostri nonni cent’anni fa, lungo i camminamenti delle trincee splendidamente conservate, a tal proposito non nascondiamo un certo piacere egoistico riflettendo sulla immensa fortuna di aver vissuto tutta la nostra vita in tempo di pace al contrario di quei poveri ragazzi. Il sole e il cielo blu ci hanno accompagnato per tutto il tempo.

Partiti da Villa Dalegno poco dopo le otto, siamo risaliti per il sentiero 65 e poi a dx per il 3A e a sx per il 55 e ancora a sx per il 54 fino alle Bocchette, qui abbiamo effettuato un piccolo giro delle creste trovando altre trincee che presumiamo austriache, tornando nuovamente alle bocchette. Al ritorno abbiamo seguito il 54 fino alla malga Previsgai, procedendo sulla strada fino a riprendere il 55 per Villa Dalegno.

Percorsi 15,3 km in poco più di 6 ore con un dislivello di 1260 m

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Rif. Benigni (2222) e cima Piazzotti (2333) 22/04/2015

Gita bellissima e fortunata sotto un cielo azzurrissimo. Parcheggiato in localita Sciöc di Cusio (1515) e preso il facile sentiero 108, arrivati ai piedi dei Denti della Vecchia, ci siamo resi conto di non avere le attrezzature adeguate per superare il canale completamente innevato, ripiegato e risaliti quindi per il 107 fino al passo Salmurano, anche qui non abbiamo trovato via per il Benigni e si è deciso per il ritorno, quando il fortunato incontro con Giancarlo, squisita e piacevolissima persona oltre che grande esperto di queste montagne, che ringraziamo di cuore, ha risolto la situazione.

Seguendo lui, siamo risaliti per un ripido canalino, verso l’estremità nord dei Denti della Vecchia (via invernale), e da qui al Benigni e alla cima Piazzotti ancora innevata.

La discesa seguendo il lato sud lungo uno stupendo canalone innevatissimo, antica via dei contrabandieri, fino a riprendere il 108 e ritorno a Sciöc.

Si è camminato per circa 6 ore coprendo un dislivello totale di 980 m e km 14 circa.

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Quota 3000 su Cima Presena (3069)

Pensata come una delle ultime ciaspolate di stagione, siamo partiti dagli impianti dismessi del Tonale, risalendo parte della pista e il canalino a dx delle rocce, arrivando al passo Paradiso, proseguendo sulle piste si è raggiunta poi la capanna Presena e il passo Presena a quota 3000.

Qui la neve di Pasqua non ben assestata e il vento ci hanno consigliato di rinviare la cima alla stagione estiva.

Giornata splendida, pendenze durissime e panorami magnifici, anche se la vista costante degli impianti di risalita e la quantità di persone che solitamente non incontriamo, non sono il sogno del tranquillo ciaspolatore.

Percorso circa 10,5 km con dislivello di 1125 m in 6 ore

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Monte Pizzocolo (1582 m) da Valle Sur (Gardone Riviera)

Grande attesa per la gita di oggi, il primo aprile è il compleanno del nostro inossidabile amico Gianni Casari, settantasei primavere, come meglio potevamo festeggiarlo se non con una cima dal panorama incantevole sul basso Garda e un ben annaffiato pranzo?

Partiti alle 07:50 da Val Sur di fronte al ristorante Colomber (Gardone R), siamo risaliti costeggiando il torrente Barbarano fino al passo di Spino (1180 m), proseguendo a dx, sentiero 5, siamo arrivati al bivio del Dosso delle Prade (1517 m) e sempre per la stessa via in vetta al Pizzocolo.

Dal Dosso in avanti è un susseguirsi di spettacolari panorami sul lago e in vetta un balcone sulla splendida Val Vestino con il suo fiordo e la diga, il Baldo innevato sulla dx e ancora la baia di Sirmione. Vi rimandiamo al viseo e alle foto.

Tornati al Dosso delle Prade siamo scesi a sx per il sentiero 6, raggiungendo la baita del simpaticissimo Osvaldo, dove oltre la cortesia dell’ospite e dell’amico Domenico, ci aspettavano pastasciutta in salmì, salame e buon vino per una degna festa a Gianni, compresa l’immancabile partita a tresette.

Dislivello circa 1180 m percorso 15 km in  ore 05:30

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Tre cime di Aviatico: Cornagera (1312), Poieto (1360) e Suchello (1541)

Questa escursione è stata una piacevole sorpresa, l’abbiamo scelta senza conoscere bene i luoghi e viste le modeste quote, pure con scarse aspettative.

Dal primo parcheggio di Aviatico, siamo saliti lungo il sentiero 521 (Kompass 104), arrivando sotto i torrioni attrezzati per arrampicata, spettacolari, stagliati nel cielo blu.

Proseguendo fra facili roccette, si cammina in cresta e in poco tempo la cima Cornagera con la sua tenera Madonnina, da qui si ha l’impressione di piccole dolomiti.

Ritornati alla base dei torrioni, si riprende la traccia del 521 verso sinistra, entrando in un’area rocciosa dall’aspetto quasi fatato, altra bella sorpresa, un segnale ci indica con una scritta un po’ equivoca “Buco Carolina”, il percorso si addentra in una fenditura fra le rocce sempre più angusta e affascinante, con un inquietante masso incastrato fra le pareti sopra le nostre teste, si è notata una certa preoccupazione sui visi degli amici più corpulenti, ma strattonando un po’ gli zaini siamo passati tutti.

Da qui in breve si raggiunge la vetta del monte Poieto, con la Cappellina e il grande rifugio poi proseguendo per il sentiero 519, in località Forcellino, inizia la salita al Suchello, arrivati all’anticima a quota 1505, purtroppo le condizioni della neve e la nebbia ci hanno indotto a fermarci.

Il ritorno per la stessa via fino al Forcellino e da qui a dx per Aviatico.

Anche per questa giornata, un grazie a “Piero Web” sempre valida fonte di ispirazione.

Dislivello totale mt 970 Km 12.8 in circa 6 ore.

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INVERNALE CIMA GREM

Partenza da Contrada Grina di Gorno, per il sentiero 263 (cartina Kompass 104), siamo passati da Bivacco Telini (1608 m), dove troviamo una statua della Madonna sorretta da una curiosa struttura in tondino da cemento armato, dove una freccia indica 1,20 ore alla cima. Proseguendo si arriva al bivacco Mistri (1790 m) molto accogliente e ben gestito dal gruppo I Camós e da qui in poco più di mezz’ora alla Cima Grem a m 2049.

In una bellissima giornata, con neve ideale, abbiamo percorso 10,35 km in 5,00 ore con dislivello di 960 m.

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