Archivi categoria: Prealpi Bergamasche

Monte Campo 1952 m

Bel ritorno primaverile, per noi, sulle pralpi bergamasche, clima ideale, sole, cielo azzurro e tappeti di fiori.

Lasciato le vetture al verde parcheggio di Rusio, nei pressi della trattoria dei Mulini, abbiamo seguito le indicazioni per il rifugio Olmo (sent 317), subito dopo il bivio loc. Priona, abbiamo fatto una bella deviazione di mezz’ora alla chiesetta di San Peder, che offre un’ampia panoramica sul paese.

Ritornati sul 317, a una vistosa scritta rossa su un masso che indica il rif. Olmo, abbiamo imboccato il sentiero di destra, passando per malga Spina (1242 m), malga Pozzetto (1399 m) e malga di Campo (1528 m), da dove deviando a sinistra si risale il ripido pendio erboso seguendo la traccia ben segnata, tranne un tratto franato, fino alla cima. Nel ritorno, lo stesso percorso fino in prossimità di malga Spina, continuando poi per la strada cementata, che ritorna al cartello Priona e al parcheggio.

Il percorso è stato di 12.5 km in ore 5:30 con 1170 m di dislivello.

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Monte Bronzone m 1334, da Vigolo

Molto azzeccata la decisione di una gita casalinga a bassa quota questa settimana, la iniziale foschia è presto svanita regalandoci i soliti bellissimi panorami sul nostro lago, Trentapassi, Guglielmo innevato e i bei prati della valle di Vigolo.

Dal comodissimo parcheggio sotto il municipio, di Vigolo, ci siamo diretti verso il Santuario della Madonna del Dosso (o di Loreto) prendendo all’uscita del paese, a sx il sentiero 701, che sale sul lato destro della valle, passando dai colli Soresano, Cremona, del Rù, punta del Bett, Cargadurå, Martinazzo e colle Dedine, dal quale si raggiunge la malga Gombo alto e la cima del Bronzone che la sovrasta.

Il percorso, che abbiamo trovato un po’ fangoso con una leggera velata di neve, dopo il primo tratto di buona salita si sviluppa con piacevoli su e giù che svelano scorci molto gradevoli.

In vetta, per mano della nostra musicale Antonietta, non ci siamo, naturalmente, fatti mancare il concerto del campanone.

Ritornati a Gombo alto, spuntino e rientro percorrendo la carreggiabile fino alla strada asfaltata che da Bianica passa per Bratta, ma alla prima cascina della frazione, siamo scesi a dx per una antica strada, nella Valle delle Tombe e passando sul bel ponte in pietra, probabilmente medievale, siamo risaliti a Vigolo.

Percorso 19,4 km in 6 ore e 20 min con un dislivello totale di 1025 m.

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Monte Ferrante m 2426

Gita tranquilla e piacevole, salendo dal sentiero 403 dalla frazione Carbonera di Colere, abbiamo raggiunto il Rifugio Albani a quota 1940, in prossimità delle antiche miniere di fluorite, da qui lungo il 401 siamo saliti in vetta al Ferrante, trovando il percorso sgombro da neve, malgrado la temperatura sottozero. L’aria limpida anche se con cielo velato, ci ha concesso panorami profondi, particolarmente belle la parete nord del Guglielmo innevata, che sbucava dalla nebbia e la vicinissima parete nord della presolana.

In discesa, una deviazione per salire sul Ferrantino a quota 2325 e dopo una sosta allo chalet dell’Aquila, siamo rientrati a Carbonera percorrendo il tracciato delle piste, completamente prive di neve.

Percorsi 13 km in 6 ore e 30 con dislivetto totale di 1450 m.

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Passo della porta e monte Visolo 2369 m

Dopo più rinvii per maltempo, abbiamo affrontato questa gita, ma con dispiacere abbiamo ben poco da raccontare, come si vede nelle foto si è camminato “con la testa fra le nuvole” e siamo stati completamente defraudati dei bellissimi panorami della Presolana.

Naturalmente la giornata è stata piacevolissima per la compagnia, come e più di sempre, perchè da poco tempo si sono aggiunte le simpaticissime amiche della Lega Montagna e la camminata si è conclusa con una insuperabile crostata di Rosa Maria.

Partiti dal centro di Colere, abbiamo raggiunto la ferrata seguendo il 402, dal Passo della porta si è saliti al monte Visolo e da qui lungo il 316 siamo arrivati all’albergo Spampatti in prossimità del passo Presolana, recuperando le vetture lasciate a Colere con l’autostop.

Percorsi 9,4 km in 6:45 ore con dislivello totale di 1470 m.

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Ferrata Minonzio e Zuccone Campelli 03/06/2015

Ennesima riconferma della bellezza delle Orobie, paesaggio roccioso di grande fascino e prati fioriti che ti riconciliano con la vita.

Partiti dal grande parcheggio degli impianti sopra Valtorta, rif. Il Trifoglio (1340 m), siamo risaliti per le piste da sci ai Piani di Bobbio (1652 m), vicino a una piccola costruzione sulla sinistra ci sono alcune indicazioni, quelle in giallo tracciano un sentiero che fra roccette e prati fioriti ci ha portati in vetta allo Zucco Barbesino (2152 m), poi lungo alcune creste al tratto attrezzato. Ora il paesaggio cambia completamente in un aspetto roccioso quasi dolomitico, la ferrata, ben concepita, non presenta eccessive difficoltà, ma è di grande suggestione per scorci e viste mozzafiato che offre. Raggiunta la vetta dello Zuccone Campelli (2159 m), per il ritorno siamo proseguiti lungo le creste, verso il rif. Cazzaniga, fino a incrociare il sentiero 101 delle Orobie, che in un paesaggio incantevole ci ha riportato ai Piani di Bobbio, passando dal Passo dei Mughi (2010 m) e da qui per le stesse piste al parcheggio.

Percorsi 13 km in 7 ore con 1032 m di dislivello totale.

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Tre cime di Aviatico: Cornagera (1312), Poieto (1360) e Suchello (1541)

Questa escursione è stata una piacevole sorpresa, l’abbiamo scelta senza conoscere bene i luoghi e viste le modeste quote, pure con scarse aspettative.

Dal primo parcheggio di Aviatico, siamo saliti lungo il sentiero 521 (Kompass 104), arrivando sotto i torrioni attrezzati per arrampicata, spettacolari, stagliati nel cielo blu.

Proseguendo fra facili roccette, si cammina in cresta e in poco tempo la cima Cornagera con la sua tenera Madonnina, da qui si ha l’impressione di piccole dolomiti.

Ritornati alla base dei torrioni, si riprende la traccia del 521 verso sinistra, entrando in un’area rocciosa dall’aspetto quasi fatato, altra bella sorpresa, un segnale ci indica con una scritta un po’ equivoca “Buco Carolina”, il percorso si addentra in una fenditura fra le rocce sempre più angusta e affascinante, con un inquietante masso incastrato fra le pareti sopra le nostre teste, si è notata una certa preoccupazione sui visi degli amici più corpulenti, ma strattonando un po’ gli zaini siamo passati tutti.

Da qui in breve si raggiunge la vetta del monte Poieto, con la Cappellina e il grande rifugio poi proseguendo per il sentiero 519, in località Forcellino, inizia la salita al Suchello, arrivati all’anticima a quota 1505, purtroppo le condizioni della neve e la nebbia ci hanno indotto a fermarci.

Il ritorno per la stessa via fino al Forcellino e da qui a dx per Aviatico.

Anche per questa giornata, un grazie a “Piero Web” sempre valida fonte di ispirazione.

Dislivello totale mt 970 Km 12.8 in circa 6 ore.

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