CIMA PRESENA M. 3069

PASSO DEL TONALE CIMA PRESENA M. 3069

Giunti al Passo del Tonale, a m.1883, lasciamo le auto alla partenza dell’ormai dismesso impianto a fune che collegava il Tonale al Passo del Paradiso a m. 2573 e risaliamo la pista Paradiso ancora, per buona parte, abbondantemente innevata. Giunti al Passo proseguiamo lungo la pista del Presena, su moderata ascesa, fino al rinnovato “Rifugio Alpino” Capanna Presena a m.2753. Continuiamo, sempre a bordo pista, mantenendoci sulla sinistra per non intralciare il lavoro della stesura dei teli geotessili, a cura degli operatori degli impianti, atti a tamponare lo scioglimento del ghiacciaio nel periodo estivo. Calziamo i ramponi in prossimità del tratto più verticale della pista, traversiamo diagonalmente per poi puntare dritti la parte finale che conduce al Passo Presena a m.3000. Aggiriamo la struttura dell’impianto di risalita e inerpicandoci lungo la cresta, breve ma verticale, raggiungiamo la sommità di Cima Presena a m. 3069. Ritorniamo al Tonale per lo stesso itinerario, percorso a ritroso.

DISTANZA PERCORSA Km 11,00   ASCESA TOTALE m.1200

DURATA ESCURSIONE  h. 6,00

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FERRATA ANELLI DELLE ANGUANE VALDASTICO

FERRATA ANELLI DELLE ANGUANE

Parcheggiamo l’auto nel centro di San Pietro Valdastico, un piccolo parcheggio, nelle immediate vicinanze della stradina che porta a “Prima Joa”, località di partenza comune del giro che conta sei anelli con diversi gradi di difficoltà. Decidiamo di non seguire un ordine preciso, ma bensì di prediligere l’ascesa di tutte le ferrate rispetto ai sentieri o sentieri attrezzati. L’avvicinamento alla prima ferrata prevede l’istradamento su sentiero S10, poi S3 e S4 che percorriamo fino all’attacco dello Spigolo ovest della 3° Gioa. Risaliamo lo spigolo e attraversiamo il ponte Tibetano per affrontare, nell’ordine, le verticali sud alla 1° e 2° Nora. Proseguiamo su S6 che prevede un traverso attrezzato fino all’uscita del tratto della 2° Nora Nord, dove un cartello ne sconsiglia l’effettuazione in discesa. Decidiamo comunque di discendere la parete Nord della Nora, poi lungo il traverso “Scafa delle Anguane”, su comoda cengia, raggiungiamo il sentiero attrezzato S5 che ci conduce alla base della 1°Nora verticale Nord. Saliamo il primo tratto, poi un traverso, infine affrontiamo lo spigolo della 2° Verticale Nord. Terminata la ferrata facciamo rientro all’abitato, dapprima su sentiero S14 e poi S17.

Difficoltà Ferrata D-TD-ED

Distanza percorsa Km 7,00 Ascesa totale m. 500

Durata escursione con ferrata h. 4,45

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MONTE BREDA M.1504-FORTE DI CIMA ORA M.1539-RIFUGIO BAREMONE M.1450

MONTE BREDA FORTE DI CIMA ORA RIFUGIO BAREMONE

Giro ad anello da Bagolino. Presso località Rive m. 778, svoltiamo a sinistra subito dopo Carè Case e parcheggiamo a bordo strada nelle immediate vicinanze della piccola centrale elettrica. Seguiamo la stradina, per un breve tratto ancora asfaltata, per poi continuare su forestale che abbandoniamo più avanti per sentiero n°405 fino a Dosso Tondo a m. 1182. Voltiamo a destra, in direzione Monte Breda, sul meglio conosciuto Sentiero Baremone che si sviluppa lungo la cresta est della Piana dei Brandi, offrendo ampie vedute del sottostante Lago d’Idro. Raggiunta la sommità del M. Breda, a m.1504, discendiamo la dorsale sud-ovest e attraverso modesti saliscendi, nonché una scala metallica posta a superare un balzo roccioso, raggiungiamo il Forte di Cima Ora a m.1535. Continuiamo su CAI 432 fino a raggiungere il Rifugio Rosa di Baremone a m.1450, dove seguiamo per un breve tratto ii segnavia n° 404 che scende lungo la Valle Lunga per poi voltare a sinistra, su CAI 427 e salire al Passo della Berga a m.1522. Facciamo ritorno a Bagolino passando per la Corna della Berga, m.1359, ora sentiero n°402, una lunga discesa che si snoda lungo la Valle della Berga.

Durata Escursione h.07,20  Ascesa totale m.1350

Distanza Percorsa Km.23,800

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CIMA CAPI M.907 VIA FERRATA F. SUSATTI DA BIACESA (TN)

BIVACCO DON GIULIO CORINI PASSO DEL VALZELLAZZO DA VILLA DI LOZIO

BIVACCO DON GIUGLIO CORINI PASSO DI VALZELLAZZO M.2016

Raggiunta la località Villa di Lozio, a m. 1050, lasciamo le auto nel parcheggio di via Golo dove, nelle immediate vicinanze, una segnaletica in legno, posta all’inizio di una mulattiera, indica la direzione per il Bivacco Don Giulio Corini. L’itinerario iniziale si estende attraverso un fitto bosco che percorriamo fino a raggiungere i verdi spazi aperti, dove seguiamo la traccia di sentiero che volta a destra e sale, con discreta pendenza, la lunga dorsale prativa fino ad intercettare il sentiero n°6. Svoltiamo a destra sullo stesso e proseguiamo in alternati saliscendi fino a raggiungere la Malga di Vai Piane a m. 1998. Continuiamo ora con più prudenza in quanto la morfologia dell’ambiente circostante cambia aspetto e difficoltà, presenta infatti alcuni passaggi su roccette con terriccio umido e tratti esposti, in parte attrezzati, fino alla sella che sovrasta il Passo di Valzellazzo. Discendiamo la sella e in breve tempo siamo al Bivacco a m. 2016. La struttura, dedicata a Don Giulio Corini, è sita al Passo del Valzellazzo nel gruppo del Cimon della Bagozza ed è stata posata in opera nell’agosto del 2017. Ritorniamo a Villa di Lozio per lo stesso itinerario ripercorso a ritroso.

Durata Escursione h. 06,37  Ascesa totale m.1290

Distanza percorsa Km 16,00

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FERRATA CORNA DELLE CAPRE MONTE GUGLIELMO / DA CUSATO A MONTE VIGNOLE

FERRATA CORNA DELLE CAPRE

Giunti a Cislano di Zone svoltiamo a destra per proseguire lungo la strada che porta in località Croce di Marone. Lasciamo l’auto a bordo strada nel piccolo parcheggio, tre-quattro posti auto, adiacente al tornantino subito dopo il bivio per il sentiero N°230, meglio conosciuto come sentiero dell’Uccellatore. Zaini in spalla e imboccato il CAI 230 in 10 minuti siamo all’attacco della via ferrata Corna delle Capre. Fin da subito notiamo la verticalità della via che presenta una prima parte difficile, data l’esposizione e un paio di passaggi anche strapiombanti, comunque ben attrezzata. Moderatamente difficile la sezione centrale, dove troviamo anche buoni appigli di roccia.   Mentre la parte terminale presenta un tratto verticale liscio anch’esso ben attrezzato, un traverso a destra e un repentino cambio morfologico della via, ora più vegetativa, che lascia presagire l’arrivo in vetta. Raggiungiamo la sommità erbosa (m.1360) e ridiscendiamo, dapprima su breve tratto attrezzato, poi lungo una traccia in ripida discesa, attraverso il bosco, che ci immette sul sentiero dell’Uccellatore. Lo ripercorriamo fino all’auto, ora con destinazione Valtress, punto di incontro concordato con il gruppo che, come escursione alternativa, da Cusato ha raggiunto il Monte Vignole, per condividere un pranzo conviviale.

Ascesa totale m.300   Sviluppo Ferrata m.400

Distanza percorsa km. 3,200   Difficoltà EEA

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MONTE TIMOGNO M. 2096 E CIMA BENFIT M.2172

VALZURIO MONTE TIMOGNO M.2096 CIMA BENFIT M. 2172

 

Valzurio m.814 slm, frazione del comune di Oltassenda Alta BG, località di partenza dell’escursione.

Lasciate le auto ci dirigiamo verso sud ovest lungo la stradina, a tratti con forti pendenze, per Colle Palazzo. Raggiunto il colle, a m.1267, continuiamo per Case Campello m.1556 seguendo il sentiero che costeggia il muro, costruito con pietre incastonate una sopra l’altra, che delimita il confine tra il bosco e i prati sottostanti. Ora il sentiero si inerpica lungo il crinale erboso che ci porta alla Baita Alta Remescler a m.1849. Oltrepassiamo la Baita e proseguiamo, in leggera ascesa, fino alla sella sotto le pendici del Monte Timogno, per poi affrontare l’ultimo tratto, senz’altro il più impegnativo della giornata, che porta alla cima a m.2096. Caliamo per la cresta ad est e risaliamo la dorsale che porta alla cima del monte Benfit a m.2172. Continuiamo nell’alternato saliscendi fino a raggiungere la sella ad est del Benfit a m.2103. Discendiamo il vallone fino ad una malga, oltre la quale seguiamo il CAI n°314 fino all’incrocio con il Sentiero Alto Serio, che seguiamo fino a Valzurio passando per le Baite Moschel in località Spinelli a m.954.

 

Distanza percorsa Km 20,500 -Durata escursione h. 07,43

Ascesa totale m. 1546

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Monte Sodadura m 2010

MONTE SODADURA M.2010 DA QUINDICINA VAL TALEGGIO

Parcheggiate le auto a Quindicina, m. 1287, di Pizzino in Val Taleggio, seguiamo il sentiero n°120 e raggiungiamo Baita Foppa Lunga, dove una modesta coltre nevosa, frutto della precipitazione notturna, ricopre l’intero ambiente circostante. Superiamo il Rifugio Gherardi a m.1650, Il privato Cesare Battisti a m. 1685 e sempre su sentiero 120, innevato ma ben individuabile e percorribile, raggiungiamo la Bocchetta di Regadur a m. 1853. Voltiamo a sinistra per CAI 101 e accompagnati da una leggera nebbia, percorriamo la cresta fino al Passo Sodadura a m. 1867. La nebbia ormai diradata permette di godere a pieno della vista dell’imponente piramide sommitale del Monte Sodadura che raggiungiamo, a m. 2010, risalendo la ripida cresta. Caliamo dal versante opposto e in breve siamo al Rifugio Nicola a m. 1850. Continuiamo in direzione Piani di Artavaggio, poi a sinistra per sentiero n° 9, in alternati saliscendi, fino al Cesare Battisti. Scendiamo a destra, su CAI 120 per Rifugio Gherardi e Quindicina.

Distanza percorsa Km 14,650  Ascesa totale m. 965

Durata escursione h 6,10

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MONTE ZINGLA M. 1497 DA ENO VAL DEGAGNA

Monte Zingla da Eno

Giunti a Eno, frazione del comune di Vobarno sito a m. 605 slm in alta valle Degagna, parcheggiamo le auto in via Fobbia, strada esterna all’abitato, subito dopo una curva a gomito sinistrorsa. Scendiamo verso il piccolo borgo, lo attraversiamo e risaliamo una carrareccia, a tratti cementata, in discreta pendenza che lasciamo più avanti per un sentiero boschivo che ci conduce al Passo del Cavallino della Fobbia a m.1090. Sempre su sentiero, a destra della strada per Capovalle, raggiungiamo il passo Ganone a m. 1181 dove incrociamo il CAI n° 10. Lo seguiamo per un tratto, per proseguire poi su una forestale che abbandoniamo nei pressi del C. Cornone a m. 1149. Ora la morfologia del paesaggio cambia radicalmente. Risaliamo la cresta erborocciosa fino alla cima ovest a m. 1491, caliamo lungo il versante est dell’anticima e successivamente in rapida ascesa siamo sulla sommità del Monte Zingla a m 1497. Dopo una breve sosta riprendiamo l’escursione calandoci lungo un tratto attrezzato per poi raggiungere il Rifugio Campei de Sima a m.1017 e  il Bus del Luf a m. 1004. Ritorniamo ai Campei de Sima e seguiamo il sentiero che attraverso la Val di Corpaglione porta al Passo Ganone, poi su forestale fino al Passo del Cavallino della Fobbia e infine ritorniamo a Eno per sentiero iniziale.

Distanza percorsa Km 26,800   Durata escursione h.08,22

Ascesa totale m. 1645

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MONTE CARONE M.1621 PRE’ DI LEDRO (TN)

DA PRE’ DI LEDRO A MONTE CARONE

Escursione al Monte Carone m. 1621 con partenza da Prè di Ledro m.501.

Posteggiate le auto nel parcheggio del piccolo supermercato di Prè di Ledro (TN) attraversiamo la S.S 240 e superato il piccolo borgo ci incamminiamo lungo il sentiero n°421 di Malga Vil. Un sentiero lastricato, con discreta pendenza, trasformatosi più avanti in strada forestale che ci conduce ai Prati di Leano a m.888. Oltrepassata la Valle di S. Antonio lasciamo la carrareccia per seguire una variante contrassegnata con segnavia che in breve ci riporta sulla mulattiera, dal caratteristico passaggio attraverso una stretta gola, per Passo Guil. Raggiungiamo Malga Vil a m. 1109 e poco oltre intercettiamo, alla nostra destra, il sentiero che porta alla sommità del Monte Carone a m. 1621. L’escursione prevede il giro ad anello, pertanto continuiamo per Baita Segala a m.1250 e da qui per Bocca dei Fortini a m.1245. Voltiamo a destra in direzione Lago di Ledro e più avanti, ancora a destra, per la mulattiera che scende lungo la Val Cadrione. Quest’ultima parzialmente praticabile a causa di abeti sradicati e riversi lungo il percorso iniziale. Giunti alla cappella della Madonna del Cinale, a m. 615, ci reimmettiamo sul sentiero n°421 per Prè di Ledro.

Distanza percorsa Km 18,00   Durata escursione h. 06,20

Ascesa totale m. 1190

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MONTE BRONZONE M.1334

MONTE BRONZONE DA PREDORE

Giunti a Predore, comune sulla sponda occidentale del Sebino, parcheggiamo le auto nella piccola piazzetta a fianco della chiesa parrocchiale e imbocchiamo la ripida e stretta strada che percorre l’abitato fino ad un capitello con portale. Proseguiamo a destra, sempre su carrozzabile, per località Prade dove, su indicazione probabilmente mal interpretata fornitaci da un abitante, calchiamo un “sentiero” più verosimilmente accomunato ad un canale, assoggettato allo scolo di acque piovane. Lasciamo la via consigliataci e risaliamo dritti un castagneto che ci immette su un comodo sentiero a discendere la valle, per poi risalire il versante opposto a intercettare e percorrere la forestale “località Colombera”. Incrociamo la forestale “località Chierico” che seguiamo per un breve tratto, poi attraverso appostamenti fissi e area boschiva raggiungiamo il Col d’Oregia a m. 820. Passiamo a sinistra dell’erboso Colle De La Rola m. 966 e giunti alla sella, posta alla base del crinale che scende dalla vetta, prendiamo a sinistra su strada sterrata attraverso il sottobosco che porta alla cresta meridionale. Ora saliamo in ripida pendenza su roccette e l’ampio prato sommitale che porta in vetta a m. 1334. Ritorniamo al Col De La Rola e per segnavia n°701, passando per La Rolla, raggiungiamo il Colle del Giogo a m.811 dove è ubicata una ex chiesa, ora privata, in non perfetto stato di conservazione. Scendiamo a Predore per CAI n°735, poi su CAI n°708 fino all’incrocio per San Gregorio dove facciamo tappa al santuario della Madonna della Neve.

Durata escursione h. 06,17 Distanza percorsa km 16,5

Ascesa totale m.1315

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