Archivi categoria: Prealpi Bresciane

Piz Tri 2308 m

“Sempreverdi – dopo due anni torniamo sul Piz Tri da Loritto, frazione alta di Malonno (Bs). Ci è così familiare questa meta che, ormai, conosciamo ogni particolare: dallo slargo per poche auto oltre le case di Calzaferro fino alla ventosa vetta. Essendo pure una meta ambita e relativamente sicura, nel periodo invernale l’itinerario è sempre ben “marchiato” dagli scialpinisti & ciaspolatori.

Oggi però, vogliamo ricordare il caro amico Gianni che si aggiunse alla compagnia dei Sempreverdi proprio su questa montagna. Era gennaio 2005… ed eravamo in tre. Se dall’alto ora ci vede così numerosi e in amicizia, sicuramente sarà parecchio contento.”

Dislivello positivo: m 1210. Distanza percorsa: km 12,8. Durata escursione: ore 6.15

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Monte Ario m 1755

Sempreverdi: numerosi, dopo qualche anno, torniamo sul monte Ario da Ludizzo (m 779). Ed è proprio la scarsità di parcheggi (lungo la strada da Bovegno) che ci fa partire da questa frazione, avendo trovato lo slargo adatto fra le belle case. Percorriamo il sentiero 346 accompagnati da primaverili fioriture fino a quando, dopo oltre un’ora di salita, incontriamo la neve. Calzate le ciaspole superiamo Passo Croce. Ma per l’alto innevamento e per la mancanza di tracce prendiamo un sentiero che – con un lungo giro – ci “deposita” quasi ai piedi del Monte Pezzeda. Qualche discussione… tuttavia, il paesaggio è magnifico, come il pendio da risalire e come la discesa verso il Goletto Campo di Nasso (m 1630). Da lì, in meno di trenta minuti, raggiungiamo la croce del monte Ario (m 1755 – ore 3,40). Congratulazioni reciproche per la bella impresa, in particolar modo verso Gianni (il decano del gruppo), ritornato con noi dopo alcuni mesi. Dislivello positivo: m 1270. Distanza percorsa: km 14.4 circa.

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MONTE GUGLIELMO M 1948

Le previsioni meteo della settimana annunciavano una finestra di bel tempo per stamattina. Alle 8,40 fatichiamo a trovare un posto dove parcheggiare a Pezzoro. Le recenti nevicate , il rischio marcato di slavine sulle Alpi hanno sospinto gli scialpinisti bresciani sul “Discesù”. Siamo partiti tardi; dalla malga Pontogna incontriamo sciatori in discesa, più in alto i pendii sono già decorati da numerose serpentine di discesa, la neve è splendida. Giungiamo in vetta alle 11,20, intorno al “Redentore” pare in corso un vero e proprio affollato raduno. Riconosciamo alcuni nomi illustri dell’alpinismo e di altri sport montani, ma soprattutto incontriamo con piacere molti compagni di passate avventure con cui scambiare programmi e fissare nuovi appuntamenti. Il cielo è di un blù intenso, il notissimo panorama gli Appennini, la corona di cime delle Alpi, i tre laghi è nitidissimo e ci appare vicinissimo, solo la pianura Padana è un poco ovattata. Una novità: qui sotto, la superficie plumbea del Sebino è macchiata da un grande quadrato bianco, le piattaforme in preparazione per il ponte di Christo.

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Il monte Stivo m 2054 (non raggiunto)

Lo Stivo (visto poi a distanza e dal monte Creino), ci confortò il cuore, avendo noi rinunciato a salirlo. Magnificamente illuminato dal sole di mezzogiorno, era come se anche lui dicesse: “Sono troppo carico di neve instabile, oggi no! domani o un’altra volta percorrerete il pendio che avete lasciato a metà”. Così è stato. Giunti a Santa Barbara nel comune di Ronzo Chienis (Trento), gia’ parcheggiammo con difficoltà. La notte aveva depositato un alto strato di neve, tanto che il maltempo ancora indugiava sulle cime delle montagne. Tuttavia, il paesaggio era bellissimo, e le ciaspole al passo “cantavano”, e l’intatto biancore gravava pure sui noccioleti del sentiero, curvandoli. Così, dopo oltre un’ora, prendemmo per il ripido pendio dello Stivo. La traccia era un solco profondo e, passo dopo passo, la neve… un suono preoccupante. Che per i più esperti di noi garantiva… instabilità. Così decidemmo di desistere, volgendo lo sguardo verso i monti Creino e Brugnolo. Messi a poca distanza da Santa Barbara, divennero il nostro tranquillo belvedere sul Lago di Garda e verso lo Stivo, illuminato (come noi) da una precoce primavera.

Dislivello positivo: m 550. Distanza percorsa: 10 km circa

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ESCURSIONE SENZA META E DI PURA BELLEZZA

“Oggi 4 febbraio 2016 – dalla ghiacciata Piana del Gaver – abbiamo intrapreso un’escursione rivelatasi senza meta e di pura bellezza. Veramente l’intenzione era nella Cima Blumone. Tuttavia, la nevicata di ieri ha molto limitato i nostri passi, regalandoci però un paesaggio di assoluta purezza. Turbini di vento spazzavano l’ultima neve dalle sovrastanti cime. E mano a mano che procedavamo sul sentiero Cai n. 26, lo spessore di questa diventava sempre più consistente. Giunti al nuovo Bivacco Blumone, abbiamo pensato che si poteva anche non andare oltre. Ma la tentazione d’affondare fino al ginocchio (avevamo solo i ramponi), stava lì – irresistibile – nell’immacolata piana che per un lungo tratto avrebbe assecondato la nostra euforia. Arrivati dove il sepolto sentiero n. 26 prende a salire, ci siamo mossi ancora, su per il pendio… e gli ultimi di noi incoraggiavano i primi a non desistere. Andrea e Walter, quando hanno passato i cumuli di neve che a vista parevano insuperabili, si sono presi l’applauso. Questo ha permesso alla comitiva d’arrivare (con soddisfazione) ai ruderi di un probabile ospedaletto della Grande Guerra. Oltre non è stato possibile andare, e ricalcando le tracce, siamo ritornati al Gaver.

Dislivello positivo m 950 e km 12 (circa) la distanza percorsa. L’escursione in tutto è durata 6 ore e 30 minuti.”

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Punta Auccia 2212 m

Abbiamo raggiunto la ventosa Punta Auccia partendo dal parcheggio grande del Maniva (1664 m) e percorrendo principalmente la strada 345 per Crocedomini fino alla Sella Auccia, per poi salire a sinistra sulla bella e panoramica cima. Il vento non ci ha concesso che una breve sosta e siamo tornati alle vetture per lo stesso itinerario.

L’ambiente innevato, sia pure ghiacciato, è come sempre magnifico su queste montagne e il Maniva non ci ha deluso nemmeno questa volta.

Percorsi 14,5 km con 700 m di dislivello in poco meno di 5 ore.

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Cima Moren m 2418

Questo incredibile Novembre, ci ha regalato una giornata limpida e calda per la nostra salita sulla bella cima Moren. Partiti dalla chiesetta di San Fiorino (m 980) a Borno, con il sentiero 82 abbiamo raggiunto malga Moren, da qui con la traccia 82B abbiamo raggiunto al vetta e ci siamo concessi un po’ di tempo per ammirare lo sconfinato panorama di vette e creste nitidissime.

Per il ritorno si è ripercorsa la stessa via, con una deviazione al lago di Lova e alla sua idilliaca vallata, raggiungendo le vetture con un ripido e sconnesso percorso.

Camminato per circa 15 km in 7 ore con un dislivello totale di 1500 mt.

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Passo di Val Baione m 2160

Partiti da Sommaprada, l’intenzione era la Cima Bacchetta, ma giunti all’altopiano e visto il canale già ghiacciato, abbiamo seguito il sentiero 81 per il bivacco Val Baione e da qui il passo di Baione.

Saliti sulla vicina cresta a destra a quota 2220, ci siamo goduti lo splendido sole, il cielo terso blu intenso, la vista della conca di Baione e della Concarena, con lo skyline delle alpi a nord.

Il tranquillo ritorno per la stessa via, con piacevoli soste al bivacco e alla chiesetta di Santa Cristina, percorrendo 10 km in 6 ore con dislivello di 1200 m.

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Guglielmo 24 set 2015

Ennesima salita di ripiego per maltempo al Guglielmo, ma anche questa volta il nostro monte fuori casa ci ha sorpreso con la sua spettacolarità.

Saliti dalla strada a sinistra del sentiero degli gnomi, passando per malga Casentighe e rif Almici abbiamo raggiunto il Redentore. Da qui percorrendo il bellissimo sentiero delle creste, ci siamo fermati per il picnic alle 13 piante, un antica posta di caccia con 13 faggi secolari, che emana un’atmosfera magica, druidica. Scesi a malga Aguina abbiamo aggirato l’omonoma cima, passando dal roccolo Anessi, un’idea del paradiso per chi si sente parte della natura. Ripresa la sterrata e qualche scorciatoia, siamo ritornati a Zone, percorrendo 17 km in 7 ore e mezzo con dislivello totale di 1350 m.

P.S. Abbiamo trovato molti cartelli indicatori spezzati e gettati a terra, è proprio vero che la mamma dei cretini è sempre incinta.

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Pizzo Badile Camuno 2535 m

Lasciata l’auto lungo la strda che da Cimbergo sale alle malghe di Volano, dopo circa un km abbiamo raggiunto il rif. De Marie (graziosissima meta per gita familiare con picnick), da qui proseguendo per il sentiero 77, bosco e folta vegetazione all’inizio e splendido paesaggio alpino in alto, siamo arrivati in vetta.

L’escursione richiede molta attenzione, sia per tratti di sentiero esposti, che per le pareti rocciose di discreta verticalità, attrezzate con catene e cavi non perfettamente ancorati.

Complessivamente però, non è una salita molto difficile e si è ampiamente ricompensati dalla bellezza, con la vista della Concarena a ovest e Frisozzo con val Zumella a nord.

Con la discesa per lo stesso itinerario, abbiamo percorso 7.2 km in 5 ore e mezzo con un dislivello di 1150 m.

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