Creste di Concei

Già la strada della valle di Ledro, anticipa un’escursione che non può essere meno che affascinante, ma quanto ci attendeva era di più, con pure il corollario delle ultime stelle alpine.

Raggiunto l’abitato di Lenzumo, abbiamo portato una vettura in prossimità del rifugio Faggio e con le altre abbiamo raggiunto il nostro punto di partenza sotto malga Trat (1450).

Da qui, prima al rifugio Pernici (1600), per una bella strada nel bosco, poi si è iniziato lo stupendo percorso in cresta, con colori autunnali e scorci panoramici indimenticabili.

Lungo il cammino abbiamo valicato il Corno di Pichea (2138), il Monte Tofino (2151), la Bocchetta de Slavazi (2048), la Sella Doss della Torta (2100), il Dos de la Torta (2156), il Monte Gavardina (2047), la Bocca Dell’Ussol (1878) sotto la commovente chiesetta nella grotta difensiva della Grande Guerra, la Sella di Lomar (1600) e da qui siamo scesi al rifugio Faggio.

Percorsi 15,5 km in 6 ore e 20 minuti con dislivello complessivo di 1150 m.

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Passo di Val Baione m 2160

Partiti da Sommaprada, l’intenzione era la Cima Bacchetta, ma giunti all’altopiano e visto il canale già ghiacciato, abbiamo seguito il sentiero 81 per il bivacco Val Baione e da qui il passo di Baione.

Saliti sulla vicina cresta a destra a quota 2220, ci siamo goduti lo splendido sole, il cielo terso blu intenso, la vista della conca di Baione e della Concarena, con lo skyline delle alpi a nord.

Il tranquillo ritorno per la stessa via, con piacevoli soste al bivacco e alla chiesetta di Santa Cristina, percorrendo 10 km in 6 ore con dislivello di 1200 m.

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Ferrata Rio Secco e Rifugio Sauch

Giornata indimenticabile, tempo splendido e compagnia deliziosa, una giornata con diciassette persone così riconcilia con la vita. Ringraziamo Luigi per la squisita cortesia e ospitalità nel suo maso.

La ferrata, tecnicamente molto abbordabile dopo la risistemazione di pochi anni fa, si raggiunge in 20 minuti, partendo dalla località Cadino nel comume di San Michele all’Adige, il percorso risale il greto asciutto del torrente in uno scenario di canyon, pareti scoscese, meravigliosi scorci verso un cielo blu e fronde coloratissime. Terminato il sentiero di uscita, svoltando a destra abbiamo raggiunto il rifugio Sauch, nella sua bellissima collocazione, percorrendo sentieri boschivi a tratti incendiati da colori autunnali vivissimi. È stata una di quelle giornate in cui si ha la sensazione di camminare in un quadro impressionista.

Percorsi 11 km in 06:20 ore con dislivello di 800 m.

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Val Grande e passo di Dombastone 2546

Bella giornata per la lunga e piacevolissima camminata in Val Grande. Partiti da Grano a quota 1300 m abbiamo percorso l’Alta via Camuna, sent. N°2, in un paesaggio costellato dai primi colori autunnali e animato dai bramiti dei cervi in amore, che si mimetizzavano sui fianchi della valle.

Raggiunto il bivacco Saverio Occhi a quota 2047, molto frequentato in questo periodo, per osservare e ascoltare i cervi, siamo saliti a sx fino al passo di Dombastone a 2546 m, che offre magnifico panorama sull’omonima valle e sul passo di Pietrarossa.

Ritornati al bivacco, abbiamo festeggiato con la strepitosa torta alle carote di Antonietta, le nostre dolci amiche ci stanno decisamente viziando e dopo aver osservato e ascoltato un altro pò i cervi, siamo rientrati per lo stesso itinerario.

Percorso 21,5 km in 7:20 ore con dislivello totale di 1250 m.

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Passo della porta e monte Visolo 2369 m

Dopo più rinvii per maltempo, abbiamo affrontato questa gita, ma con dispiacere abbiamo ben poco da raccontare, come si vede nelle foto si è camminato “con la testa fra le nuvole” e siamo stati completamente defraudati dei bellissimi panorami della Presolana.

Naturalmente la giornata è stata piacevolissima per la compagnia, come e più di sempre, perchè da poco tempo si sono aggiunte le simpaticissime amiche della Lega Montagna e la camminata si è conclusa con una insuperabile crostata di Rosa Maria.

Partiti dal centro di Colere, abbiamo raggiunto la ferrata seguendo il 402, dal Passo della porta si è saliti al monte Visolo e da qui lungo il 316 siamo arrivati all’albergo Spampatti in prossimità del passo Presolana, recuperando le vetture lasciate a Colere con l’autostop.

Percorsi 9,4 km in 6:45 ore con dislivello totale di 1470 m.

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Guglielmo 24 set 2015

Ennesima salita di ripiego per maltempo al Guglielmo, ma anche questa volta il nostro monte fuori casa ci ha sorpreso con la sua spettacolarità.

Saliti dalla strada a sinistra del sentiero degli gnomi, passando per malga Casentighe e rif Almici abbiamo raggiunto il Redentore. Da qui percorrendo il bellissimo sentiero delle creste, ci siamo fermati per il picnic alle 13 piante, un antica posta di caccia con 13 faggi secolari, che emana un’atmosfera magica, druidica. Scesi a malga Aguina abbiamo aggirato l’omonoma cima, passando dal roccolo Anessi, un’idea del paradiso per chi si sente parte della natura. Ripresa la sterrata e qualche scorciatoia, siamo ritornati a Zone, percorrendo 17 km in 7 ore e mezzo con dislivello totale di 1350 m.

P.S. Abbiamo trovato molti cartelli indicatori spezzati e gettati a terra, è proprio vero che la mamma dei cretini è sempre incinta.

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Monte Pradella 2626 m

Lunga e piacevole gita sulle Orobie, anche se buona parte della salita l’abbiamo percorsa camminando nella nebbia, che favorisce si il raccoglimento e il silenzioso fascino della montagna, ma ci ha defraudato del magnifico paesaggio, comunque ripagati dalla ricomparsa dell’azzurro in vetta e dalla piacevolissima compagnia delle amiche della Lega Montagna.

Partiti dalla centrale Enel di Valgoglio, in val Sanguigno, con un ripido tratto nel bosco abbiamo superato il rif. Gianpace, proseguendo sulla traccia 362, alla malga Prespone (2097 m), seguendo segnavia bianchi, si costeggia il lago Gelato (2417 m) raggiungendo la vetta a 2626 m.

Discesi dal versante opposto, verso il lago Nero, che dopo il primo tratto attrezzato, si sviluppa in un lungo percorso selvaggio, bel panorama sil lago d’Aviasco, fino alla traccia 267 che ci riporta in val Sanguigno.

Abbiamo percorso 19,5 km in 8 ore e 30 con dislivello complessivo di 1750 m.

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Pizzo Badile Camuno 2535 m

Lasciata l’auto lungo la strda che da Cimbergo sale alle malghe di Volano, dopo circa un km abbiamo raggiunto il rif. De Marie (graziosissima meta per gita familiare con picnick), da qui proseguendo per il sentiero 77, bosco e folta vegetazione all’inizio e splendido paesaggio alpino in alto, siamo arrivati in vetta.

L’escursione richiede molta attenzione, sia per tratti di sentiero esposti, che per le pareti rocciose di discreta verticalità, attrezzate con catene e cavi non perfettamente ancorati.

Complessivamente però, non è una salita molto difficile e si è ampiamente ricompensati dalla bellezza, con la vista della Concarena a ovest e Frisozzo con val Zumella a nord.

Con la discesa per lo stesso itinerario, abbiamo percorso 7.2 km in 5 ore e mezzo con un dislivello di 1150 m.

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Monte Stabio 2536 m

Nuova escursione dei Sempreverdi con la Lega Montagna dell’Uisp di Brescia. Questa volta la destinazione è la Val di Stabio (tributaria laterale della Val Camonica) e il monte Stabio (m. 2536).

Parcheggiato a Campolaro di Prestine lungo la strada per il Passo Crocedomini, al tornante in uscita dal paese, a sinistra,  una mulattiera porta alla colonia “Pian di Campo”. Quindi, con direzione nord-ovest, percorriamo il sentiero delle ” Mondole” fino a incrociare la mulattiera che sale da Astrio. Raggiungiamo la “Malga Stabio di Sotto” e quella superiore. Continuando verso l’alto, superiamo i gradoni di varie conchette glaciali tra cui quella con il “Lago della Sorba”. Poi un ultimo strappo fino al passo “Porta di Stabio” m. 2508, quindi in vetta al “Monte Stabio” m. 2536.

Il ritorno è per lo stesso itinerario. Dislivello positivo: metri 1200 circa. Distanza percorsa: km 18.500 circa. Tempo: ore 7

Grigna Meridionale 2177 m (la Grignetta)

Montagna bellissima al pari della sorella maggiore, la Settentrionale.

Dal parcheggio di Piani Resinelli superato il rifugio Porta, abbiamo percorso il sentiero n° 1, che dopo un tratto in discesa, risale ed esce dal bosco rivelando le prime magnifiche torri, giunti alla deviazione per il Canalone della Porta, abbiamo risalito un ripido sentiero e dopo la piazzola dell’elicottero, per il canale fino alla sommità dove si congiunge col sentiero di cresta Sinigallia.

A Sx inizia il primo tratto attrezzato e percorrendo la cresta si arriva in vetta, dove ci aspettano la magnifica vista da tutti i lati e il moderno bivacco Ferrario, che ricorda il LEM.

Per il ritorno, percorso a ritroso il primo tratto, siamo scesi a Sx dal canalino della Federazione, alla Bocchetta del Giardino si vede verso dx una traccia segnata in giallo, che aggirando la vetta, esce sul versante est.

Da qui un ripidissimo sentiero, dopo un paio di attraversamenti di frane muniti di catene di sicurezza, ma dove prestare molta attenzione, ci riporta nel bosco e alla malga Pian delle Fontane, da dove con una comoda strada si torna ai Piani Resinelli.

Nota: è un percorso bellissimo, ma raccomandiamo di non sottovalutare la sicurezza e la prudenza, anche nel ritorno.

Percorso 15 km in 6 ore e 45′ con un dislivello totale di 1200 m.

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